HeartLogic™, la tecnologia che “prevede” lo scompenso cardiaco

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Il nuovo sistema diagnostico HeartLogic™  consente di monitorare costantemente i pazienti cardiopatici portatori di defibrillatori, di trasmettere informazioni al Centro ospedaliero che ha in cura il paziente e di segnalare con largo anticipo l’eventualità che si verifichi un episodio di scompenso cardiaco, con necessità di ricovero ospedaliero. Da pochi giorni è disponibile anche in Italia, Spagna, Regno Unito, Germania, Austria e Svizzera.

Basato su un algoritmo esclusivo, il sistema è già “incorporato” nella famiglia di dispositivi impiantabili per defibrillazione di Boston Scientific Resonate™ di ultima generazione con terapia di re-sincronizzazione cardiaca (CRT-D) e nei defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD). La rilevazione della situazione cardiaca del paziente viene effettuata combinando i dati provenienti da sensori multipli – collocati nel dispositivo – che controllano i toni cardiaci, la frequenza respiratoria e il volume corrente o di ogni inspirazione, l’impedenza toracica, la frequenza cardiaca e l’attività fisica. Le informazioni fornite dai sensori vengono aggregate in un “trend numerico” che indica lo stato di progressione della malattia. Qualora si verifichino variazioni “anomale” del trend numerico rispetto ai valori standard – tipiche del graduale peggioramento dell’insufficienza cardiaca – il sistema le segnala immediatamente, consentendo ai medici di intervenire tempestivamente, prima che la situazione clinica possa degenerare.

“Oggi l’insufficienza cardiaca è la prima causa di ricovero ospedaliero nelle persone di età superiore ai 65 anni e ha un notevolissimo impatto economico sui Sistemi Sanitari”, dichiara il prof. John Morgan, Chief Medical Officer e Medical Director della divisione Rhythm Management di Boston Scientific Europe. “Dopo il ricovero ospedaliero iniziale, il 24% dei pazienti con insufficienza cardiaca viene nuovamente ricoverato entro 30 giorni. Attraverso HeartLogic, i medici potrebbero invece essere in grado di prevedere gli episodi di scompenso cardiaco già settimane prima che si verifichino, intervenire in anticipo, salvare i pazienti e contribuire a ridurre i ricoveri ospedalieri.”