Giugno, il mese della salute maschile e delle cure negate

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Forse non tutti lo sanno ma il mese di giugno è dedicato, in tutto il mondo, alla salute maschile e alle patologie che, in momenti diversi della vita, molti uomini si trovano ad affrontare. Tra queste vi è la Disfunzione Erettile (DE), una condizione tanto difficile quanto diffusa se si considera che più della metà degli uomini di età superiore ai 40 anni ne soffre. Ma cifre a parte – e in Italia sono circa 5 milioni di individui – è d’obbligo una riflessione importante: se da un lato si celebra il mese della salute maschile, dall’altro occorre non dimenticare che spesso non si riesce a curare il maschio fino in fondo perché le cure sono solo a pagamento e quindi la maggior parte delle persone vi rinunciano. Non solo: anche l’incontinenza urinaria maschile, nel 90% dei casi, non è trattata perché le autorità sanitarie non dispensano i presidi necessari, in quanto troppo costosi.

È vero che la Disfunzione Erettile potrebbe essere il segno di una patologia sottostante come il diabete o la cardiopatia, ma spesso – anzi quasi sempre – è conseguente alla chirurgia del tumore della prostata, il più frequente tumore degli uomini. È inoltre accertato che nel 70% circa dei casi la Disfunzione Erettile si presenta prima di una malattia coronarica. In particolare, negli uomini di età inferiore ai 45 anni può essere un sintomo precoce di diabete non diagnosticato. Per questo, ai primi sintomi, è importante rivolgersi a un medico per accertare subito la presenza di ulteriori patologie.

La DE si può trattare semplicemente con una pillola, ma anche questa è a pagamento. I farmaci da assumere per via orale rappresentano una prima terapia molto comune per il trattamento della DE, ma non funzionano allo stesso modo per tutti. Circa il 50% degli uomini affetti da DE ne interrompe frequentemente l’assunzione per motivi economici, o lamenta che la pillola non agisca adeguatamente. Va inoltre ricordato che gli uomini che assumono farmaci per patologie cardiache potrebbero non essere idonei al trattamento con terapie farmacologiche per la DE.

Per fortuna, la scienza medica e – soprattutto – le tecnologie biomedicali hanno fatto passi importanti per questa problematica: oggi sono disponibili opzioni di trattamento alternative come, per esempio, le protesi del pene, che assicurano una soluzione funzionale permanente e restituiscono ai pazienti il controllo completo delle erezioni. Peccato però che proprio le protesi, non essendo comprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), vengono dispensate con il contagocce, per motivi semplicemente economici: infatti, il DRG di questi interventi non supera i 2.700 euro, ma solo la protesi ne costa 8.500.

INCONTINENZA URINARIA MASCHILE

Ma ancora più vergognosa è la realtà legata all’incontinenza urinaria maschile successiva a intervento alla prostata per tumore. Ebbene anche in questi casi sono pochissimi i presidi dispensati che consentirebbero di ripristinare la continenza di persone che sono invece costrette a convivere con l’odore di urine e a cambiare anche 8-10 pannoloni al giorno; senza considerare le problematiche a cui deve far fronte chi vive con loro. E il motivo per cui questi presidi non vengono dispensati è ancora una volta economico: il DRG per questi interventi è di circa 2.800 euro e solo il costo di questi sfinteri artificiali supera i 10.000 euro. Dunque, anche in questi casi, “celebriamo” la salute maschile che viene negata.