Genova. A scuola di diabete, sott’acqua

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Immergersi con autorespiratore e muta da sub alla scoperta del mondo sommerso è possibile anche per chi ha il diabete. Serve allenamento, lo stretto monitoraggio dei valori della glicemia e un’opportuna modulazione della terapia così come dell’alimentazione. Su questo si basa l’attività dell’Associazione Diabete Sommerso Onlus, che sarà a Genova fino al 30 giugno per un campo scuola sub rivolto a persone con diabete tipo 1, il primo che l’Associazione organizza in Liguria. Una quindicina di partecipanti, dai 15 ai 65 anni, che accompagnati da medici diabetologi, dietista, psicologa e istruttori subacquei esperti di diabete si cimenteranno, dapprima nella piscina di San Fruttuoso a Genova e poi in mare, in un corso che li porterà a ottenere il brevetto sub di primo livello (Open Water Diver) o di livelli superiori.

L’evento vede la collaborazione del Diving Corderia Nazionale e di Ypsomed Italia, che supporterà Diabete Sommerso anche con il contributo dei propri volontari. “I partecipanti al corso sono persone con diabete tipo 1, ma noi cerchiamo di coinvolgere anche amici e familiari”, spiega Valentina Visconti, Presidente Diabete Sommerso Onlus. “Il sistema di coppia è uno dei principi fondamentali della subacquea e il buddy (compagno di immersioni) di una persona con diabete deve essere a conoscenza delle sue particolari necessità. Al campo scuola di Genova abbiamo avuto diverse iscrizioni per corsi avanzati (Advanced, Rescue e Nitrox). È sicuramente espressione del desiderio di molte persone di ‘osare’ di più, di allargare i propri ‘orizzonti subacquei’, ma anche indice di una sempre maggiore sicurezza nelle proprie capacità di gestione della malattia e di maggiore fiducia in sé stessi e nel proprio futuro. Il corso sarà svolto in parte nella piscina di San Fruttuoso (piscina del Comune di Genova) e in parte al mare. Sicuramente faremo qualche immersione nell’Area Marina Protetta di Portofino, una delle più belle del Mediterraneo, con svariati punti di interesse naturalistico.”

Per tutta la durata del corso, sia durante le sessioni di lavoro in aula sia subito prima e subito dopo ogni immersione, i diabetologi dello staff di Diabete Sommerso spiegheranno come gestire la patologia in questo specifico frangente, misurando la glicemia e illustrando come adattare la terapia e l’alimentazione in funzione dei valori rilevati. Saranno quindi lezioni di “livello avanzato” perché tratteranno argomenti che non vengono affrontati spesso durante i normali colloqui medico-paziente, ma che diventano estremamente importanti in situazioni insolite, come le immersioni subacquee o altri sport estremi.

“Per praticare la subacquea in sicurezza, le persone con diabete devono seguire un addestramento specifico”, afferma Giovanni Careddu, medico diabetologo della ASL 3 Genovese, Presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Diabete Sommerso e già Coordinatore del Gruppo Italiano di Studio per l’Educazione sul Diabete. “Lo scopo primario è evitare ipo e iperglicemie, ma le tecniche che si apprendono durante il campo scuola si portano poi nella vita di tutti i giorni, con ottime ripercussioni sul compenso metabolico e sulla qualità di vita.”

Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema dell’alimentazione e al conteggio dei carboidrati. “La scelta del cibo giusto e della giusta quantità è fondamentale per poter affrontare uno sport come la subacquea”, spiega Ambra Morelli, dietista, appassionata subacquea e da sempre volontaria dell’Associazione. “Per una persona con diabete è molto importante saper riconoscere e prevedere gli effetti sul proprio fisico di tutti i macronutrienti. È necessario, ad esempio, saper scegliere uno spuntino piuttosto che un altro, a seconda dell’effetto che si vuole ottenere sulla glicemia, senza rinunciare al proprio gusto personale, alle cose buone e alle specialità locali.”

Durante il campo scuola Valentina Turra, Psicoterapeuta presso UOC Medicina generale ad indirizzo metabolico ASST Spedali Civili di Brescia, accompagnerà gli aspiranti sub nell’esplorazione delle emozioni legate alla malattia cronica e alle nuove esperienze subacquee, utilizzando anche tecniche di meditazione, rilassamento e respirazione.