Farmaco biotech contro il colesterolo

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Si chiama evolocumab e rappresenta il primo dei farmaci conosciuti come “inibitori del PCSK9” indicato per pazienti adulti con colesterolemia familiare o forme di colesterolemia grave resistenti alla terapia massimizzata con le statine. Dunque anche in Italia è arrivato l’anticorpo monoclonale interamente umano che ha dimostrato di riuscire a ottenere non solo una riduzione dei livelli del colesterolo Ldl (il cosiddetto colesterolo cattivo) fino al 75%, ma anche una regressione della placca aterosclerotica.

“In Italia – spiega Michele Massimo Gulizia, Past President dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – ci sono 260 mila persone con ipercolesterolemia familiare e 2,5 milioni di persone fra i 35 e i 74 anni con ipercolesterolemia severa. I primi sono certamente candidabili a una terapia con evolocumab (da una a tre iniezioni sottocute ogni due settimane o una volta al mese, a seconda della gravità); dei secondi, il 60% risponde in modo efficace a una terapia con statine, ma solo il 20% è adeguatamente trattato e riesce a scendere sotto i valori Ldl di rischio. Oggi – conclude Gulizia – la Società Europea di Cardiologia stabilisce che chi non ha fattori di rischio o ha fattori di rischio moderati deve stare sotto i 115 mg/dl; chi ha alti fattori di rischio o ha già avuto un evento cardiovascolare deve stare sotto i 100; chi ha livelli di rischio altissimi (e questi solo il 20% sono adeguatamente trattati, mentre il 31% non sa nemmeno di essere a rischio) dovrebbero stare al di sotto dei 70 mg/dl).”

Per avere il nuovo farmaco non basta la semplice ricetta del medico, ma è necessario un piano terapeutico predisposto da cardiologi.