Farmaci biosimilari nel trattamento delle malattie infiammatorie dell’intestino

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L’Organizzazione Europea sul morbo di Crohn e la Colite ulcerosa (ECCO) ha pubblicato sul Journal of Crohn’s and Colitis un aggiornamento del proprio Position Statement, con il quale sostiene l’impiego del biosimilare infliximab nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). “Diamo il benvenuto a questo cambiamento di posizione ufficiale da parte della European Crohn’s and Colitis Organisation sull’uso dei biosimilari nella cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali”, dichiara Marco Filippini, General Manager di Mundipharma Italia e Vice Coordinatore dell’Italian Biosimilars Group (IBG). “Queste nuove raccomandazioni riflettono i dati real-life oggi a nostra disposizione e riconoscono formalmente la solidità scientifica che sta alla base dei biosimilari. Ci auguriamo che l’aggiornamento del Position Statement possa favorire nei medici una sempre maggiore fiducia nel prescrivere questi farmaci, sia ai pazienti naïve sia a quelli già in cura con l’originator, così da poter beneficiare della conseguente riduzione dei costi associati alle terapie, per coinvolgere un più ampio numero di pazienti, oggi non trattati per meri motivi economici”.

Nel nuovo documento, ECCO dichiara non solo che l’efficacia di infliximab biosimilare può essere considerata sovrapponibile a quella del prodotto di riferimento ma anche che è ammissibile lo switch dei pazienti dall’originator Remicade® a un suo biosimilare come Remsima®. Il nuovo Position Statement rappresenta un cambiamento radicale rispetto alle precedenti raccomandazioni, che suggerivano un approccio più cauto. L’aggiornamento è il risultato sia delle crescenti evidenze scientifiche sui biosimilari sia della fiducia sempre maggiore che i medici prescrittori stanno dimostrando nell’impiego di questi medicinali.