I farmaci antiacidi sono nemici della fertilità maschile; gli antinfiammatori di quella femminile. Attenzione anche ai reni

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I farmaci assunti contro il bruciore di stomaco possono compromettere la fertilità dei giovani uomini. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio dell’Erasmus University Medical Centre di Rotterdam. I farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) hanno invece dimostrato di inibire l’ovulazione e ridurre i livelli di progesterone nelle donne giovani, con gravi conseguenze sulla fertilità femminile. Alla base dell’infertilità maschile sarebbe stata osservata un azione negativa sulla motilità degli spermatozoi che, non essendo in grado di progredire, sarebbero la causa dell’infertilità. Nel caso delle donne invece questi farmaci, identificati come fans, impedirebbero la maturazione del follicolo ovarico provocando il mancato rilascio dell’ovulo nelle donne che li stanno assumendo. In entrambi i casi l’effetto negativo viene rimosso dopo la sospensione della terapia ma certamente nel maschi richiede più tempo.

Ormai da tempo però è accertato che agli antiacidi usati contro gastrite e reflusso esofageo possono danneggiare il rene. Infatti la somministrazione prolungata della classe di farmaci denominati inibitori della pompa protonica PPI può essere legata a danni renali. Si tratta della malattia renale cronica, in cui i reni perdono la loro capacità di filtrare in modo efficace il sangue. Nel corso del tempo, la malattia renale cronica può portare ad insufficienza renale, costringendo i pazienti più gravi a sottoporsi a dialisi regolare e, eventualmente, ad un trapianto di rene.