Epilessia: crisi cloniche e toniche

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e crisi cloniche si manifestano con scosse bilaterali, ritmiche, alla frequenza di 2-3c/s che coinvolgono simmetricamente gli stessi distretti muscolari, associate a un prolungato disturbo della coscienza, critico e post-critico. L’EEG critico mostra scariche bilaterali di anomalie a tipo di punta e polipunta-onda. Le crisi toniche sono caratterizzate da una contrazione muscolare protratta associata a una breve alterazione della coscienza; possono interessare i muscoli del collo e del capo (crisi toniche assiali), i cingoli (crisi toniche asso-rizomeliche) e anche gli arti (crisi toniche generalizzate) e provocano facilmente cadute violente e traumatiche. L’EEG mostra punte rapide ritmiche e/o polipunte, ad espressione diffusa.

Le crisi tonico-cloniche sono le crisi epilettiche più conosciute. Note come “convulsioni” e “il grande male”, identificano per molti pazienti e per il pubblico “le crisi” per antonomasia. Sono usualmente caratterizzate da tre principali fasi: tonica, clonica, e post-critica. L’esordio avviene con immediata perdita di coscienza, contrazione tonica di tutta la muscolatura (durata di 10-20 secondi) e caduta; è annunziato da un’emissione vocale provocata dalla violenta contrazione della muscolatura respiratoria. In questa fase, si verificano morso laterale della lingua, apnea con cianosi del volto e importanti disturbi vegetativi (midriasi, modifiche della pressione arteriosa, disturbi del ritmo cardiaco, ipersecrezione salivare, perdita di urina, ecc.). Segue la fase clonica (durata di circa 30 secondi), durante la quale le decontrazioni muscolari intermittenti, legate alla messa in opera di circuiti inibitori, generano scosse bilaterali e sincrone che si riducono progressivamente di frequenza fino ad interrompersi. La crisi termina, ma la fase post-critica dura minuti o decine di minuti: il soggetto continua a presentare un disturbo di coscienza ed è ipotonico, con un respiro rumoroso che torna lentamente alla norma assieme al ripristino del contatto con l’ambiente. Spesso segue un sonno prolungato.

Le crisi miocloniche sono caratterizzate dalla comparsa di una contrazione involontaria, improvvisa e breve, di un muscolo o di un gruppo di muscoli a topografia variabile (assiale, prossimale, distale), in genere bilaterale e simmetrica.