Epatite C: la nuova cura salva anche i trapianti di cuore e polmone

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Secondo Michael Mulvhill, della Duke University di Durham, il cuore e i polmoni dei soggetti con epatite C sono sicuri per i trapianti, in quanto il virus può essere trattato in sicurezza nel ricevente. Questa la conclusione di uno studio condotto su 33 pazienti che ha constatato come l’eliminazione dell’epatite C nel paziente trapiantato possa essere ottenuta in 4 settimane a partire da poche ore dopo il trapianto stesso, a prescindere dal genotipo dell’Hcv implicato. A oggi non sono stati riscontrati effetti collaterali, con durate delle degenze e sopravvivenze dei trapianti simili a quelle dei pazienti che hanno ricevuto organi non infetti. Lo studio è stato presentato insieme ad altre due indagini, che nel complesso dimostrano che il virus trasmesso durante il trapianto può essere eliminato in sicurezza e che il contagio non avviene se il virus risulta presente e trasmissibile ma nel momento del trapianto non è rilevabile nel siero del donatore. Questi dati sono importanti in quanto possono certamente accrescere il numero dei donatori.