Epatite B: l’aspirina protegge dal tumore al fegato

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Un nuovo studio ha evidenziato come i rischi di tumore del fegato – legati propri all’infezione dell’epatite B, che nel mondo colpisce oltre 250 milioni di persone – diminuirebbero con l’uso quotidiano di aspirina. Gli scienziati del General Hospital di Taiwan hanno analizzato i dati relativi a circa 204 mila malati di epatite B cronica nel periodo 1998-2012. Di questi, circa 5.000 assumevano aspirina ogni giorno, a differenza di un gruppo di controllo di 6.200 soggetti. I volontari sono stati seguiti per 5 anni, al termine dei quali i malati sotto aspirina hanno evidenziato rischi di tumore del fegato inferiori del 37% rispetto agli altri individui. L’epatite B resta un grosso problema sanitario. La vaccinazione, introdotta in Italia nel 1991, ha ridotto i portatori cronici del virus nel nostro Paese dal 4% del 1990 a circa l’1,5% attuale, mentre l’età media dei malati è cresciuta dai 33,4 anni del 1990 ai 45,5 del 2007. Tuttavia, ogni anno un milione di europei contraggono il virus dell’epatite B (HBV); 14 milioni convivono con la forma cronica della malattia (CHB). In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità stima in 900 mila le persone con epatite B cronica (asintomatici), di cui solo 20 mila in cura.