Dupilumab, nuovo farmaco contro rinosinusite cronica con poliposi nasale

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Dupilumab, in aggiunta allo standard di trattamento rappresentato dallo spray nasale a base di corticosteroidi, ha dimostrato un miglioramento della gravità della congestione/ostruzione nasale rispetto al solo spray. I pazienti trattati con dupilumab hanno registrato, rispetto a placebo, una riduzione dello score che misura la dimensione bilaterale dei polipi all’endoscopia. È quanto emerge dai risultati di due studi sperimentali di fase tre che certamente consentiranno alla molecola di essere commercializzata con questa indicazione. Dupilumab ha infatti raggiunto tutti gli endpoint secondari di entrambi gli studi, dimostrando una significativa riduzione della necessità di corticosteroidi sistemici o intervento chirurgico, nonché miglioramenti nell’olfatto e nei sintomi della rinosinusite cronica. In una specifica popolazione di pazienti che presentava anche asma, dupilumab ha migliorato significativamente la funzionalità polmonare e il controllo della patologia.

Dupilumab agisce bloccando le vie di segnalazione biologiche mediate dalle interleuchine IL-4 e IL-13: “A oggi dupilumab ha dimostrato un’efficacia significativa e a lungo termine in tre malattie infiammatorie di tipo 2 o allergiche, dimostrando come le interleuchine IL-4 e IL-13 siano i driver chiave di questo tipo di patologie”, afferma George D. Yancopoulos, Presidente e Chief Scientific Officer di Regeneron. “Gli ulteriori dati sulla rinosinusite con polipi dimostrano come dupilumab fornisca risposte per questo tipo di infiammazione che si estende lungo tutte le vie aree, e che si manifesta con polipi e congestione nasale nel tratto respiratorio superiore, e con asma nelle vie aeree inferiori. Attendiamo entro ottobre la decisione dell’ente regolatorio statunitense in merito al dossier nell’asma da moderato a grave e proseguiamo con il nostro programma di sviluppo clinico in ulteriori patologie infiammatorie di tipo 2 o allergiche che ancora non hanno un trattamento adeguato, tra cui l’asma pediatrico, la dermatite atopica pediatrica e negli adolescenti, l’esofagite eosinofila e le allergie alimentari e ambientali.”