Donne protagoniste della salute

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La donna è da sempre protagonista della salute: si prende cura dei familiari, a partire dai figli quando sono piccoli, poi si trasforma in caregiver per i genitori, quando diventano anziani, e si preoccupa spesso del marito o del compagno e sempre di più ricopre ruoli di rilievo nel mondo della medicina e della ricerca. Ma quando deve cominciare a pensare a sé stessa? Ogni età della donna è un universo a sé: qualcuna si trova a combattere sfide legate alla propria natura; altre incontrano sul proprio percorso ostacoli che affrontano con coraggio: ne sono un esempio i tumori femminili così come la Sclerosi Multipla, malattia che colpisce prevalentemente le donne. Un mondo complesso dunque che ha meritato un approccio multidisciplinare. “Sin dall’adolescenza, la scoperta della sessualità pone ostacoli da superare”, afferma la prof.ssa Alessandra Graziottin. “L’età media del primo rapporto sessuale si è progressivamente abbassata e si è ampliato il numero di partner con conseguente aumento del rischio di gravidanze indesiderate e di infezioni sessualmente trasmissibili tra gli adolescenti. Tutti aspetti che possono avere un impatto molto negativo sulla psiche e la salute delle giovani donne. Da questo emerge ancora la carenza di informazione, a scuola e in famiglia, sul tema della contraccezione e sull’uso della pillola.”

L’11% dei giovani tra 11 e 25 anni non usa mai protezioni durante il sesso, mentre il 33% usa saltuariamente metodi contraccettivi. Un dato allarmante che sale al 42% tra gli under 14, fascia d’età in cui 1 su 4 confessa di aver già avuto rapporti completi. E anche quando viene usato un metodo contraccettivo non sempre si sceglie quello più affidabile. Il preservativo resta il più utilizzato (77%), anche se in molti casi in maniera non corretta, non costante, non fin dall’inizio del rapporto e in tutti i tipi di rapporti. Un utilizzo scorretto compromette la sua efficacia sia nella protezione da malattie sessualmente trasmissibili sia come anticoncezionale. Segue l’utilizzo della pillola (13%), seppur in percentuale nettamente inferiore. Resta, inoltre, diffuso e frequente il ricorso a pratiche poco sicure quali il coito interrotto (7%) e il calcolo dei giorni fertili (2%). Dilagano i falsi miti sui metodi contraccettivi ormonali come la pillola: il 43% sostiene che faccia ingrassare mentre il 17% pensa che provochi il cancro. La confusione dei giovani riguarda anche le vie di trasmissione di malattie come l’AIDS. Un giovane su 3 pensa che la trasmissione dell’HIV non avvenga attraverso il sesso orale e il 29% considera l’AIDS una malattia dalla quale è possibile guarire.

Procedendo nell’età adulta la prospettiva cambia. Emerge nel binomio donna e madre la tematica della fertilità. Tuttavia l’età compresa tra i 20 e i 40 anni viene talvolta sconvolta da eventi inaspettati che possono minare i progetti di vita: “La donna che affronta la malattia non vuole rinunciare al suo essere donna e vuole essere correttamente informata prima di sottoporsi alle terapie”, afferma la dott.ssa Nicla La Verde. “La diagnosi di tumore al seno implica per la donna un serio stravolgimento. Ferisce una parte del corpo correlata direttamente alla femminilità, e spesso i trattamenti necessari per la cura sono gravati da effetti collaterali indesiderati. È dunque necessario che si istauri un’alleanza terapeutica tra medico e paziente in modo da aiutare la donna ad affrontare le problematiche fisiche, psichiche e sociali, supportandola nel ritorno alla sua quotidianità, come madre, figlia, moglie e professionista.”

“La comunicazione è parte integrante della cura”, aggiunge il dott. Catania. “Va abbandonato il rapporto paternalistico medico-paziente del passato e favorito un rapporto di fiducia tra le due parti”. Oltre al tumore al seno, un’altra malattia prevalentemente femminile che riguarda le donne in questa fascia di età è la Sclerosi Multipla. Il rapporto di incidenza di questa patologia nelle donne è di 2 a 1 rispetto agli uomini e la maggior parte delle diagnosi si concentrano nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni. In Italia sono circa 2.000 i nuovi casi di Sclerosi Multipla diagnosticati ogni anno e la sua incidenza è in costante crescita. “I centri per la sclerosi multipla offrono un approccio multidisciplinare che sostiene la donna in tutti gli aspetti della sua vita”, commenta la dott.ssa Paola Cavalla. “Se nel passato, per esempio, alle pazienti con Sclerosi Multipla era fortemente sconsigliato intraprendere una gravidanza, per il rischio di possibili complicanze, oggi la donna è accompagnata nella realizzazione dei suoi progetti e terapie sicure e consolidate le permettono di pensare a una gravidanza e a un futuro con una buona qualità di vita, per vivere più serenamente il rapporto di coppia e l’esperienza genitoriale.” Un percorso che porta infine all’età matura, con tutti quei cambiamenti fisici, metabolici e psicologici legati alla menopausa.