“Disturbo bipolare di mia madre. Come comportarsi?”

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DOMANDA

Vi scrivo per chiedere informazioni/supporto circa il comportamento da tenere nei confronti di una persona, mia madre, che da più di vent’anni convive con la depressione bipolare. Negli anni si sono alternati diversi episodi in cui sono esplose queste crisi che si manifestano in eccessi di protagonismo e aggressività verbale seguiti poi da pesanti crisi depressive. A mia madre è stato prescritto il litio, che sembrava fosse in grado di gestire questi sbalzi, finché, circa 2 mesi fa, il suo psichiatra ha ritenuto possibile il tentativo di sospendere la cura perché ormai non più necessaria vista l’età (65 anni). Chiaramente il film si è riverificato… Attualmente mia madre è in fase “eccessiva”, ma la cosa che più mi allarma è che prende di mira le persone, in particolare mio padre, che lei individua essere la fonte dei suoi mali. Abbiamo chiaramente contattato subito lo psichiatra per metterlo al corrente; lei, parallelamente, si è recata da lui con la scusa di raccontargli di mio padre perché secondo lei ha dei problemi psichici. Chiaramente lo psichiatra le ha ridato la cura di litio (circa una settimana fa) ma non sappiamo se la segue anche perché al momento la situazione è ancora ingestibile. Chiedo a voi come dobbiamo comportarci, se è corretto far finta di niente. Le accuse verso mio padre sono davvero pesanti, e temo possano destabilizzarlo.

Grazie mille per il supporto,
(lettera firmata)

 

RISPOSTA

L’aggressività presente nel disturbo bipolare si manifesta in maniera differente a seconda che il soggetto sia in una fase depressiva o maniacale. Nei periodi caratterizzati da aspetti depressivi l’aggressività è di tipo passivo e autodiretto, mentre nei momenti di “maniacalità” o, come definiti da lei “eccessivi”, tale aggressività è eterodiretta, ossia indirizzato verso l’esterno. Nel caso di sua madre il bersaglio di tale rabbia è il marito. Venendo un po’ al cuore della sua domanda, risponderLe è molto difficile, anche perché il modo di manifestare una patologia in ambito psicopatologico cambia molto da soggetto a soggetto ed è anche molto complicato attraverso quello che ha scritto capire l’entità del malessere che affligge sua madre. In tale situazione, l’unica cosa che sento di poterLe consigliare è quella di cercare di essere il più possibile paziente e di valutare attentamente l’eventuale pericolosità del comportamento. Sarebbe opportuno, viste le difficoltà che sta affrontando in qualità di figlia, incontrare uno psicologo per avere un supporto in questa fase delicata della sua vita e aiutarla a dare un senso alle emozioni che il comportamento di sua madre suscita in Lei. Lo stesso vale per suo padre.

Per ciò che concerne sua madre, è importante assicurarsi che la sig.ra assuma regolarmente la terapia prescritta dal suo psichiatra, e se a carico di un Csm (Centro di salute mentale) informarsi dell’eventuale possibilità di intraprendere una psicoterapia o un percorso di gruppo.