Disfunzione sessuale grave, molti ospedali non acquistano le protesi

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DOMANDA
“Vorrei sapere quanto bisogna aspettare per fare l’intervento delle protesi in quanto non ho nessuna risposta ai farmaci (punture e viagra e similari). Ho una prenotazione presso un ospedale da più di un anno ma non sono stato ancora chiamato e mi dicono che l’ospedale non compra le protesi… Come è possibile?”
Nico

RISPOSTA

Il diritto alla salute sessuale in Italia sembra sia solo uno slogan a cui purtroppo amministrazioni locali e autorità politiche sanitarie nazionali sembrano fare orecchie da mercante mentre le società scientifiche non riescono a farne capire l’importanza. E questo nonostante l’OMS, nel suo “Struttura Concettuale e Base per l’Azione” (Programmi di Sviluppo della Salute Sessuale, OMS 2007) riconosca l’esistenza di molteplici fattori implicati nella salute sessuale (legali, politici, religiosi, economici e socio-culturali) e solleciti la promozione di sistemi educativi e sanitari, come pure di leggi e politiche capaci di favorire la partecipazione e l’accettazione delle comunità coinvolte. Ne consegue che le protesi peniene, non essendo nei LEA (livelli essenziali di Assistenza) vengono ignorate sistematicamente da tutte le amministrazioni ospedaliere, a parte qualche rara eccezione regionale.

Affinché dunque tutto questo accada è necessario che le protesi peniene, assieme agli sfinteri per incontinenza urinaria maschile, rientrino nei LEA, altrimenti la scusa dei direttori generali potrà sempre essere la stessa: il DRG delle protesi come degli sfinteri copre appena 1/7 del costo totale dell’intervento e presidio protesico sfinteriale… per cui non possono essere acquistati. Salvo rare eccezioni regionali e ASL, questa è a oggi la realtà.