Disabilità e lavoro, un elemento da valorizzare

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Valorizzare la diversità e la disabilità, mettendo in campo una serie di iniziative all’interno delle aziende. Nasce con questo obiettivo la partnership istituzionale tra l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la Fondazione Prioritalia avviata a Roma in occasione del convegno “Disabilità & Lavoro”.

“Il nostro obiettivo comune – spiega Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla – sarà quello di mettere in campo una serie di iniziative per valorizzare diversità e disabilità, promuovendo insieme progetti che rispondano alle necessità delle aziende e dei loro dirigenti: sviluppare competenze manageriali nuove per un mondo che cambia velocemente.”

Avere dei colleghi di lavoro con disabilità determina ricadute positive concrete su tutti i dipendenti. Ne sono convinti i due terzi dei manager italiani (65,2%), che tra le motivazioni parlano di “compiti distribuiti in modo più equo, spazi organizzati in modo più razionale, con interventi migliorativi in termini di arredo o illuminazione, e sviluppo di nuove forme organizzative di lavoro, dal telelavoro allo smartworking”. Non solo: la stragrande maggioranza dei manager (88,2%) ritiene che avere personale con disabilità produca un impatto positivo per le stesse capacità manageriali. “Ho imparato a organizzare il lavoro in maniera più efficiente”; “Ho imparato a semplificare i processi”; “Ho imparato a valutare meglio le persone”… Sono alcuni esempi di ciò che emerge dall’indagine dal titolo “I Manager e la Gestione dei Lavoratori con Disabilità”, condotta su mille manager aderenti a Manageritalia.

Dall’indagine risulta inoltre che l’82,5% dei manager dichiara di non aver mai osservato fenomeni di esclusione dalla vita aziendale del disabile. La percentuale è confortante, anche se certifica che l’esclusione resta un problema in almeno un’azienda su cinque. I dirigenti intervistati ritengono quindi che l’assunzione e la presenza di disabili in azienda sia primariamente da intendersi come parte del normale funzionamento organizzativo (43,6%), un valore aggiunto per la crescita dell’organizzazione (31,5%) e, solo come buon ultimo, l’adempimento di un obbligo (24,9%). Tant’è che metà degli intervistati (49,7%) ritiene che la gestione dei disabili sia molto (9,1%) o abbastanza (40,6%) strategica per l’organizzazione. E sempre per i dirigenti la gestione della disabilità nei luoghi di lavoro è una questione che va affrontata organizzativamente e culturalmente, non tanto con una figura manageriale specifica e dedicata (51%), quanto con una funzione manageriale più ampia (54,6%), come un “diversity manager” o “capability manager”.

Tra i miglioramenti e gli aiuti suggeriti per evolvere in questa direzione ci sono informazione, competenza e cultura: per il 74,8% degli intervistati è importante la promozione di momenti informativi e formativi di tutto il personale sulla disabilità in azienda. Per il 76,2% dei manager è inoltre indispensabile la gestione delle tematiche legate alla disabilità in azienda, perché queste impattano già oggi e ancor più in futuro sul miglioramento delle performance aziendali (65,2%). Infine, per un’ampissima maggioranza (82,6%) le competenze ed esperienze di associazioni no-profit che si occupano di persone con disabilità possono contribuire a “una maggiore conoscenza e informazione sulla gestione della disabilità in azienda”.