Dipendenze tecnologiche e cyberbullismo

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La tecnologia ci permette di vivere tutto in modo mediato, anche la paura e o un evento traumatico, senza vivere le esperienze direttamente sulla nostra pelle, poiché il corpo in questa dimensione non è presente. Non ci sono emozioni in quello spazio virtuale, e nulla è realmente condiviso, solo mostrato. “Avendo sempre la tecnologia a disposizione, i rapporti ‘face-to-face’ non esistono più e i ragazzi, durante la giornata, non hanno più il tempo di svolgere alcuna attività, condizione che facilita la ricerca di socializzazione nelle ore notturne; da qui nasce il ‘vamping’, fenomeno in notevole aumento. Proprio per questo i genitori hanno il dovere di vigilare sull’utilizzo che i loro figli fanno della tecnologia”, dichiara Giuseppe Lavenia, presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te.

Le dipendenze da internet, smartphone e tablet saranno le malattie mentali del futuro e per questo sarebbe opportuna una legge anche per le dipendenze tecnologiche. “Come associazione – aggiunge Lavenia – grazie al supporto di psicoterapeuti attenti e competenti, che hanno maturato in molti anni e direttamente sul campo l’expertise nel trattamento delle patologie internet-correlate, affrontiamo il disagio psicologico e sociale a cui queste conducono sempre più di frequente; partendo dalla consapevolezza che la tecnologia, i social network, gli smartphone, i tablet e la rete hanno un ruolo di primo piano nella quotidianità di tanti, a qualsiasi età.”

Di recente, l’Associazione Di.Te. ha istituito il numero verde 800 770960 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 09:00 alle ore 20.00) per offrire una consulenza specialistica gratuita alle persone che soffrono di disagi causati dalle dipendenze tecnologiche, gioco d’azzardo e cyberbullismo.