Difficoltà respiratorie croniche (BPCO). Nuova terapia con “tre molecole in un farmaco”

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Tre molecole. Fluticasone furoato, umeclidino e vilanterolo, vale a dire due broncodilatatori e un cortisonico. In termini tecnici un LABA, un LAMA e un ICS, tutti racchiusi un unico erogatore, l’Ellipta, per il cui utilizzo servono tre semplici mosse: si apre, si inala e si chiude. È la nuova triplice terapia di GSK indicata per i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) nelle forme moderate e gravi, disponibile in regime di rimborsabilità da sabato scorso. Si tratta della prima combinazione fissa di tre molecole a lunga durata d’azione in monosomministrazione giornaliera. La BPCO rimane un problema sociale non di poco conto. E non solo perché si avvia a diventare la quarta causa di morte sul pianeta: è una delle poche malattie croniche maggiori per le quali i tassi di mortalità sono ancora in aumento. Studi condotti tra il 1970 e il 2002 negli Stati Uniti hanno dimostrato che mentre i tassi di decesso per cardiopatia e ictus si sono più che dimezzati, quelli per BPCO sono addirittura raddoppiati, con un trend in crescita, per la continua esposizione a fattori di rischio, in primis il fumo, e per l’invecchiamento della popolazione mondiale. Per dare un parametro numerico e capirne le dimensioni, nel 2010 le stime parlavano di 384 milioni di persone affette nel mondo, con una prevalenza globale dell’11,7%, a carico soprattutto degli uomini. In Italia è ragionevole pensare che la BPCO interessi il 10% della popolazione, con un grande warning: i pazienti si presentano dallo specialista in una situazione già parzialmente compromessa. In questo quadro in chiaro scuro dove le ombre continuano a prevalere sulle luci, i progressi della ricerca hanno fortunatamente consentito ai clinici di contare su farmaci che assicurano, come detto, una più efficace personalizzazione della terapia.