Diagnosi prenatale per malattie renali croniche e ipertensione

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Perché alcuni soggetti sono più predisposti a sviluppare malattie del rene o avere valori di pressione arteriosa elevati? Lo chiarisce un articolo pubblicato lo scorso 8 marzo su Lancet, una delle più prestigiose riviste scientifiche, che suggerisce inoltre alcune semplici raccomandazioni per prevenire malattie renali e ipertensione nell’età adulta. Lo studio è il risultato delle osservazioni e raccomandazioni di un gruppo di lavoro internazionale multidisciplinare (Low Birth Weight and Nephron Number Working Group) di 39 esperti di 9 Paesi, costituto in occasione del workshop organizzato il 4 Aprile 2016 presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri a Ranica (Bergamo), da Giuseppe Remuzzi e Norberto Perico (Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Bergamo), Dario Manfellotto (Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina, Roma) e Marco Somaschini (Clinica Sant’Anna di Sorengo, Lugano, Svizzera).

“È la prima volta – afferma Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle ricerche dell’Istituto Mario Negri di Bergamo – che nefrologi pediatrici e dell’adulto, ostetrici, ginecologi e neonatologi di fama internazionale condividono la necessità di porre all’attenzione della comunità scientifica alcuni fattori di rischio che fin dalla gravidanza possono anticipare lo sviluppo nel bambino e nell’adulto di malattie renali e ipertensione. Geni ereditati al concepimento possono essere un fattore importante che contribuisce allo sviluppo di malattie renali dell’adulto. Ma un’altra influenza rilevante è data dalla vita fetale durante la gravidanza. La qualità e la quantità di nutrienti che il feto riceve nel grembo materno, l’esposizione a inquinanti, farmaci e infezioni durante la gravidanza, e la salute della mamma in gravidanza sono fattori che influenzano in modo determinante lo sviluppo delle unità elementari funzionali (i medici le chiamano ‘nefroni’) che costituiscono i reni.”

In condizioni di gravidanza normale, il neonato nasce con circa 1 milione di nefroni. Non se ne formano altri durante tutta la vita. Se il neonato nasce con un basso peso (meno di 2.5 kg), o è piccolo in rapporto alla sua età gestazionale, è molto probabile che anche i reni siano meno sviluppati e contengano un numero inferiore di nefroni rispetto alla norma. “Il ridotto numero di nefroni alla nascita – spiega Remuzzi – aumenta la suscettibilità alle malattie renali nel bambino e nell’adulto, in quanto i reni, che ora non possono più formare altri nefroni, hanno una minor capacità di compensare eventuali danni di tipo tossico o di altra natura a carico del tessuto renale che si verificano nel corso della vita”. Ciò spiega come basso peso alla nascita, malattie renali e ipertensione siano molto più comuni tra le popolazioni più povere del mondo e nei più indigenti tra i soggetti che vivono nei nostri Paesi industrializzati.

“Come si raccomanda nell’articolo di Lancet – aggiunge Dario Manfellotto, Direttore di Medicina Interna dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina – è importante che i futuri genitori adottino i giusti comportamenti sin dalle prime fasi del concepimento per lo sviluppo futuro del feto. L’alimentazione è fondamentale. Quando l’alimentazione non è corretta o non equilibrata, o se la mamma fuma o abusa di alcool durante la gravidanza, si può compromettere lo sviluppo del feto e concorrere alla nascita prematura o sottopeso del bambino.”

Per tutte le situazioni considerate più a rischio, il gruppo di lavoro ha definito le “buone pratiche” in termini di prevenzione. “È importante favorire l’allattamento al seno nei primi sei mesi di vita del neonato, controllare la pressione arteriosa e l’esame delle urine fin da piccoli – spiega Marco Somaschini, neonatologo della Clinica Sant’Anna, Lugano – per cogliere con tempestività i segnali di un funzionamento non ottimale dei reni, ridurre l’uso dei farmaci potenzialmente tossici per i reni”. Ma i bambini nati sottopeso dovranno anche essere incoraggiati a sottoporsi a visite mediche periodiche durante l’età scolare e successivamente nell’età adulta, ma in ogni caso adottando corretti stili di vita.

Adottare le raccomandazioni del gruppo di lavoro durante la gravidanza e nel periodo neonatale si tradurrà in importanti benefici a lungo termine per quel che riguarda in futuro lo stato di salute con conseguente risparmio dei costi enormi che i sistemi sanitari dei vari paesi del mondo devono oggi sostenere per far fronte al trattamento dei pazienti con malattie renali e ipertensione, annoverate globalmente tra le cause più frequenti di morte e disabilità che si traduce in peggiore qualità di vita.

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