Diabete: numeri e prospettive di un’epidemia silenziosa

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Il diabete è una malattia sistemica a tutt’oggi non guaribile definitivamente, ma ben curabile e controllabile. Nel mondo, infatti, le persone diabetiche sono quasi 400 milioni e si ritiene che entro il 2035 raggiungeranno i 600 milioni, facendo di questa patologia una vera e propria emergenza sanitaria. Anche il dato nazionale è allarmante: secondo recenti stime, nel nostro Paese 1 persona su 16 ha il diabete. In aggiunta, accanto ai casi noti, gli esperti ritengono che vi siano circa 1 milione di cittadini ai quali la malattia non è ancora stata diagnosticata. Questi dati confermano come la rilevanza della patologia si avverta in egual misura sia sul piano sanitario che su quello sociale, soprattutto quando il quadro clinico comporta uno stato di disabilità. Basti pensare che il diabete è la prima causa di cecità e una concausa di metà degli infarti e ictus.

Da evidenziare, inoltre, è l’impatto sulle casse dello Stato: al Sistema Sanitario Nazionale il diabete costa circa 15 miliardi di euro l’anno, pari ad oltre il 10% della spesa totale. È importante sottolineare che il 90% di questa spesa (fra ricoveri, specialistica e farmaci) è riconducibile alle complicanze che questa malattia può determinare. Se mal controllato, il diabete può infatti provocare una serie di complicanze sia acute sia croniche a carico di vari organi e apparati; complicanze che oggi è possibile prevenire o rallentare nella progressione, seguendo una terapia corretta (stile di vita sano, alimentazione adeguata, farmaci) e monitorando in modo appropriato i livelli di glucosio nel sangue. Da questo punto di vista, il ruolo della singola persona risulta essere decisivo ai fini del controllo della patologia. È quindi auspicabile promuovere e intraprendere un percorso di informazione e educazione alla gestione della malattia che veda coinvolti anche coloro che stanno intorno alla persona con diabete.

In tal senso, il Piano Nazionale della Malattia Diabetica si è posto come obiettivo quello di rendere omogenei gli interventi di prevenzione, diagnosi, monitoraggio e cura delle persone con diabete. Un modello che consta, oltre che dei medici di famiglia, di una rete capillare di centri specialistici diffusi su tutto il territorio nazionale. Per effetto di questa rete, l’Italia è il Paese occidentale con i più bassi tassi di complicanze croniche e di eccesso di mortalità nelle persone con diabete.

Il lavoro scientifico di riferimento di questo articolo è “Il Diabete in Italia”, a cura di Enzo Bonora e Giorgio Sesti, della Società Italiana di Diabetologia.