Depressione maggiore, il ruolo di App e strumenti interattivi

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La depressione maggiore è oggi considerata una malattia multidimensionale. Non si parla solo di sintomi affettivi, ma anche di sintomi fisici e cognitivi. Con l’espressione “resistente al trattamento” o “difficile da trattare” si fa invece riferimento alla difficoltà da parte dei pazienti affetti da depressione maggiore di ottenere un esito accettabile e soddisfacente con i trattamenti proposti. “Per tali motivi nella pratica clinica routinaria è necessario integrare sempre più spesso l’utilizzo di strumenti di valutazione rivolti ai sintomi ‘core’ della depressione con strumenti orientati a valutare il livello di funzionamento personale del paziente (come la Sheehan Disability Scale) o il livello di capacità funzionale (come con la UPSA-B, recentemente validata anche per i pazienti affetti da disturbi depressivi)”, dichiara il prof. Andrea Fiorillo, del Dipartimento di Psichiatria dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. “D’altra parte, una revisione sistematica della letteratura pubblicata recentemente su World Psychiatry, la più importante rivista in ambito psichiatrico, ha evidenziato che ci sono crescenti evidenze sull’utilità delle App nel monitoraggio della sintomatologia depressiva e nell’engagement del paziente.”

Le sfide che il clinico deve affrontare nella gestione di un paziente con depressione difficile da trattare sono relative alla complessità di gestione di un paziente con un disturbo cronico, a maggior rischio di ricadute e con una scarsa risposta al trattamento in fase acuta. Inoltre, un ruolo specifico potrebbe essere svolto da strumenti interattivi e user-friendly, come per esempio il Thinc-It-tool, per valutare la presenza e la gravità dei sintomi cognitivi e per monitorarne l’andamento nel tempo: “I rapidi ed esponenziali sviluppi degli smartphone e dei device elettronici indossabili rappresentano delle importanti novità terapeutiche per gli operatori sanitari e per i pazienti”, prosegue Fiorillo. “In particolare, gli smartphone e le App costituiscono nuovi canali di comunicazione, facilmente accessibili ovunque e in qualsiasi momento della giornata, e possono essere utilizzati in maniera efficace anche in ambito clinico.”

Di questo e altro viene discusso a San Servolo, l’isola dove nel 1978 vennero chiuse le porte dell’ospedale psichiatrico, in occasione dell’evento realizzato da Lundbeck “Star Academy. Management of Major Depression”, dedicato ai giovani psichiatri italiani.