Contro il Parkinson possibile la stimolazione cerebrale profonda

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La Stimolazione Cerebrale Profonda (Deep Brain Stimulation-DBS) è la procedura chirurgica più innovativa per ridurre i sintomi legati ai disturbi del movimento (Parkinson, Distonia, il Tremore Essenziale). Consiste nell’introduzione nel cervello di un piccolo elettrodo che viene poi collegato a un generatore d’impulsi collocato sottocute, nella regione anteriore e superiore del torace. Gli impulsi elettrici vanno a stimolare la specifica area del cervello e favoriscono una migliore trasmissione dei segnali riducendo, in questo modo, i sintomi. Ad oggi non esistono cure in grado di sconfiggerla definitivamente. È invece indispensabile ricorrere a una combinazione di strumenti finalizzati a migliorarne i sintomi: monitoraggio sistematico, trattamenti farmacologici, interventi chirurgici, educazione del paziente, supporto psico-sociale, esercizio fisico, dieta bilanciata possono aiutare in misura significativa a convivere con la patologia e mantenere una buona qualità di vita.

Le prime terapie sono, in genere, farmacologiche, con farmaci combinati fra loro in diversi schemi terapeutici, finalizzati a controllare o migliorare alcuni sintomi anche per lunghi periodi di tempo. Il farmaco principale è la levodopa (L-DOPA, precursore della dopamina), un farmaco che determina un consistente miglioramento della sintomatologia parkinsoniana per un periodo che può variare da 2 ai 10 anni; oltre a questo, possono essere considerati gli inibitori delle monoamino ossidasi B (MAO-B); gli anticolinergici per il controllo del tremore; l’amantadina usata nelle forme iniziali e lievi oppure, ancora, gli enzimi deputati a degradare la levodopa e che vengono utilizzati per renderla più tollerabile.