Blinatumomab per i pazienti con leucemia linfoblastica acuta

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La Commissione Europea (CE) ha approvato per blinatumomab in monoterapia un’estensione delle indicazioni, che include pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B positiva per CD19 negativa per il cromosoma Philadelphia (Ph-) in prima o seconda remissione completa con malattia residua minima (MRD, minimal residual disease) maggiore o uguale allo 0,1%. La LLA è un raro tumore ematologico a rapida progressione, che insorge in adulti e bambini. In merito all’epidemiologia di questa malattia, si tratta della più frequente leucemia dell’età pediatrica, con un picco di incidenza nei pazienti di età fino a 4 anni. A questo primo picco fa seguito una progressiva riduzione fino alla fase d’età più avanzata quando, dopo i 70 anni, si osserva un secondo picco di incidenza. L’approvazione di blinatumomab si basa sui dati dello studio di fase II BLAST, condotto in pazienti con LLA alla diagnosi e recidivante/refrattaria, e rappresenta la più ampia sperimentazione clinica prospettica sulla LLA MRD positiva mai condotta. “MRD” è un indicatore che segnala la presenza di una quota minima di malattia non visibile morfologicamente, nonostante il paziente abbia raggiunto la remissione completa. È misurabile solo mediante test altamente sensibili, che rilevano le cellule tumorali nel midollo osseo con una sensibilità di almeno una cellula cancerosa su 10mila, parametro di gran lunga superiore alla misurazione al microscopio, effettuata in passato, che rilevava circa una cellula cancerosa su 20. Oggi l’obiettivo primario in tutti i protocolli clinici per il trattamento dei pazienti con LLA è ottenere uno stato di negatività alla MRD, che si associa ad un ridotto rischio di recidiva e può significare l’eradicazione della malattia.