Clownterapia alla pediatria del Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano

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Clownterapia per portare un sorriso ai bambini ricoverati in ospedale: riparte oggi, per il secondo anno consecutivo, nel reparto di Pediatria dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco, all’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico, l’iniziativa “Un Sorriso per Chi Soffre”. Le corsie della Pediatria si animeranno grazie ai volontari di Soccorso Clown Onlus – unica organizzazione italiana di clown professionisti dello spettacolo che opera da oltre 20 anni in Italia – che creeranno momenti di svago, gioco e risate e regaleranno un po’ di sollievo ai piccoli pazienti. L’evento itinerante coinvolgerà per l’intero l’anno diversi ospedali italiani: obiettivo del progetto, e dell’azienda, è alleviare attraverso la clownterapia la sofferenza psicologica nei bimbi assistiti nelle strutture ospedaliere e donare un sorriso ai minori sottoposti a cure. “Dalla clowneria alla clown terapia – commenta Luca Bernardo, Direttore Casa Pediatrica Fatebenefratelli – momenti importanti per far sì che la risata e il divertimento siano una medicina dell’anima, del cuore e del corpo. Grazie a questi professionisti del bene e del benessere che donano un sorriso ai nostri piccoli pazienti e alle loro famiglie.”

L’azienda Grünenthal ha promosso questi progetti a scopo benefico. Il clown è una figura talvolta sottovalutata e presa poco seriamente per quanto riguarda le attività socio assistenziali verso i gruppi vulnerabili. È invece uno strumento fondamentale per superare la barriera tra i volontari e il collettivo vulnerabile. Il mestiere, l’attività del clown, del pagliaccio da circo è una figura ben nota da tempo. La clownterapia, detta anche terapia del sorriso è una tecnica di terapia d’appoggio praticata da clown ospedalieri, artisti appartenenti a enti privati (associazioni, cooperative, fondazioni, ecc.) che hanno affrontato una formazione iniziale per lavorare in ambito sanitario. Attraverso tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada, rivolta a pazienti, specialmente bambini, ricoverati in strutture ospedaliere – ma anche in case di riposo, case famiglia, orfanotrofi, centri diurni, centri di accoglienza – per alleviarne lo stato d’ansia e la sofferenza.