Cistite attinica

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Circa il 20% dei soggetti trattati con radioterapia per tumore della prostata ma anche della cervice uterina, vescica e colon retto sviluppano la cistite e quindi disturbi della minzione caratterizzati dall’aumento della frequenza diurna e notturna, urgenza, sangue nelle urine, fino alla ritenzione e alla necessità di impiegare il catetere. La patologia è dovuta al fatto che i raggi possono colpire anche del tessuto limitrofo all’organo bersaglio e quindi la vescia, provocando ulcerazioni e infiammazione delle cellule della vescica. In questi casi, oltre alla terapia antibiotica mirata, cioè attiva sul germe individuato mediante l’urinocoltura, è consigliabile il ripristino dell’integrità dell’urotelio mediante l’impiego di capsule o instillazioni locali a base di acido ialuronico e condroitinsolfato (elementi che costituiscono lo strato superficiale dell’urotelio). Tuttavia, trascorsi più di tre anni dalla radioterapia è possibile che i disturbi dipendano da semplici cistiti o infiammazioni della prostata. Per questo è necessario effettuare una visita urologica e degli esami colturali, avendo escluso la presenza di residuo urinario dopo la minzione.