Cheratosi attinica e rischio di carcinoma squamocellulare

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La cheratosi attinica è una lesione cutanea che coinvolge le aree interessate da un’eccessiva esposizione solare e ai raggi ultravioletti; per questo motivo, è chiamata anche cheratosi solare. Queste lesioni possono infatti sfociare in forme cancerogene quali il carcinoma squamocellulare ecarcinoma basocellulare. Poiché la progressione della cheratosi attinica non può essere prevista, è stato proposto di monitorare attentamente e trattare in modo appropriato tutte le cheratosi attiniche nella pratica clinica, a prescindere dal loro grado. Le moderne tecniche d’immagine, come dermatoscopia, microscopia confocale a reflettanza (RCM) e tomografia a coerenza ottica ad alta definizione (HD-OCT) potrebbero avere il potenziale di monitorare l’evoluzione del danno del campo attinico. È quanto suggeriscono alcuni ricercatori in uno studio pubblicato su J Eur Acad Dermatol Venereol. La dermatoscopia potrebbe infatti essere impiegata per distinguere fra cheratosi attinica, carcinoma intraepiteliale (IEC) e carcinoma squamocellulare, il che potrebbe aiutare il medico a diagnosticare lesioni in situ o invasive in stadio precoce. HD-OCT e RCM possono essere impiegate per rilevare cambiamenti cellulari e istologici caratteristici delle lesioni subcliniche, consentendo la visualizzazione di lesioni precedentemente invisibili. Dato che lo sviluppo diretto della cheratosi attinica conclamata dal campo canceroso non può essere esclusa, il trattamento ideale dovrebbe essere in grado di eradicare queste lesioni e invertire anche la cancerizzazione di campo circostante.

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