Le cellule tumorali provocate dalla mutazione del gene Jolie possono autodistruggersi

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Il 14% dei tumori alla mammella e il 10% dei tumori ovarici sono ereditari, causati dalla mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2; chi eredita questa mutazione genetica non eredita il tumore ma la predisposizione a svilupparlo. I test genetici sono destinati non solo alle pazienti affette da neoplasia (con evidenti benefici da un punto di vista terapeutico) ma in un’ottica di prevenzione anche ai familiari, per verificare se si è dei soggetti a rischio. Questi tipi di tumori hanno causato nell’opinione pubblica internazionale apprensione e dibattiti quando nel 2013 Angelina Jolie, portatrice di questa mutazione genetica, decise di sottoporsi a doppia mastectomia preventiva e intervento chirurgico ricostruttivo, tanto che, da allora, la mutazione genetica viene definita anche mutazione del “gene Jolie”.

La ricerca continua e in un prossimo futuro, secondo quanto scoperto da alcuni ricercatori dell’Università del Texas a San Antonio, potrebbe essere messo a punto un nuovo modo per fermare questi tipi di tumori. Secondo la ricerca, tutto ruoterebbe attorno a minuscola molecola, chiamata micro-Rna (Mir) 223-3p, che impedisce alle cellule normali di “commettere errori” mentre ripara il Dna delle cellule stesse. Il grande ostacolo consiste nei tumori con mutazioni del gene Brca1, che invece la reprimono. Gli studiosi sono riusciti ad aggiungere la Mir 223-3p costringendo le cellule cancerose mutanti del Brca1 a morire. Di fatto la molecola si comporta come una sorta di “interruttore” che è in grado di disattivare le proteine che i tumori mutanti del Brca1 devono dividere correttamente: senza queste proteine chiave nella divisione cellulare, i tumori mutanti di Brca1 muoiono. La ricerca scientifica è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.