Carie dentali, ne soffre il 7.8% della popolazione mondiale infantile

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La carie dentale nell’infanzia è sia un problema visibile che invisibile. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta della malattia più diffusa al mondo, con il 90% delle persone che ne ha sofferto almeno una volta durante la propria vita. Tuttavia, poiché le malattie orali colpiscono principalmente gli individui più emarginati e indigenti, come i bambini che vivono in condizioni di povertà, rifugiati o persone con disabilità, il loro impatto sulla salute pubblica resta spesso sottovalutato, non ricevendo l’attenzione che merita. Nel 2015 – come riporta l’anticipazione di uno studio pubblicato sul numero di ottobre dell’autorevole rivista scientifica inglese The Lancet – il 7,8% della popolazione mondiale infantile, su un totale di 573milioni di bambini, presentava carie dentali non trattate.

A segnalare questi dati è l’Osservatorio del Sorriso Invisalign, che analizza i media internazionali per studiare i molteplici problemi legati al sorriso. “I bambini con carie non trattate potrebbero sviluppare anche nel futuro notevoli difficoltà a mangiare, parlare e dormire, provare angoscia e dolore e sorridere meno, il che, a sua volta, influisce sul loro sviluppo, sul benessere e sulla vita familiare e sociale oltre che sull’attenzione e sul rendimento scolastico”, commenta il dott. Carmelo Leocata, Odontoiatra presso il Policlinico Vittorio Emanuele di Catania. La prevalenza delle carie non trattate nei denti decidui e permanenti fa registrare picchi rispettivamente in un’età compresa tra 1 e 4 anni e 15 e 19 anni e in Italia colpisce 1 adolescente su 2, mentre tra i bambini più piccoli la percentuale cresce fino al 60%. L’accesso inadeguato ai servizi pubblici e i costi dei trattamenti nel settore privato fanno sì che molti bambini e adolescenti, in particolare quelli appartenenti a contesti con scarse risorse economiche, dovranno affrontare per tutta la vita gravi conseguenze di carie croniche, come dolore e infezioni incessanti, nonché una ridotta qualità della vita.

La carie, inoltre, rappresenta anche un costo importante per la sanità pubblica. Secondo alcune recenti stime del Royal College of Surgeons of England, la carie dentale è stata la principale causa di ricoveri ospedalieri in Inghilterra (quasi 78mila casi) in bambini di età compresa tra 5 e 9 anni nel triennio 2015-2018. Il fatto che la carie sia una problematica prevenibile e, al contempo, così diffusa e causa di numerose altre patologie, mette in discussione gli attuali sistemi di salute dentale e le attuali politiche di salute pubblica. “Ogni anno la nostra unità cura circa 1.800 pazienti tra diversamente abili, speciali e fragili, molti dei quali hanno problemi mentali o fisici che, nella quasi totalità dei casi, sviluppano numerose carie causate principalmente dalla difficoltà a procedere con le normali e quotidiane operazioni di igiene dentale”, aggiunge il dott. Giuseppe Riccardo Spampinato, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Odontoiatria Speciale e Riabilitativa del Policlinico Vittorio Emanuele. “Grazie al supporto del progetto ARK, Act of Random Kindness, promosso da Invisalign, negli ultimi anni siamo riusciti anche a risolvere, a costo zero per l’amministrazione, problematiche più complesse, come il riallineamento dentale e malocclusioni veramente importanti in diverse decine di pazienti con handicap veri tra cui autismo, sindrome di Down e ritardi mentali di grado medio.”