Cani addestrati allertano pazienti diabetici sui valori della glicemia

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Avere qualcuno al proprio fianco, sempre pronto a intervenire e a segnalare in anticipo eventuali innalzamenti o abbassamenti dei valori di zucchero nel sangue, prevenendo le tanto temute crisi iper e ipo-glicemiche. Una possibilità molto più concreta, grazie all’aiuto di speciali amici a quattro zampe: cani specificamente addestrati per essere in grado di riconoscere problemi glicemici sul nascere e dare in anticipo l’allerta ai propri padroni. Per offrire ai propri associati l’opportunità di vedere dal vivo come questo possa accadere, l’Associazione Diabete e Famiglia di Catania ha organizzato, grazie al supporto incondizionato di Ypsomed Italia, l’evento “Un Naso per il Diabete”.

Presso l’Agriturismo “Il Casale dell’Etna” di Paternò (CT), 30 pazienti con diabete di tipo 1, soprattutto bambini, accompagnati da parenti e amici, hanno familiarizzato con cani “diabetes friendly”, assistendo a una dimostrazione pratica dell’addestramento necessario a insegnare agli animali il fiuto per le crisi glicemiche. Alcuni istruttori cinofili della Onlus Progetto Serena, infatti, hanno eseguito una serie di esercizi brevi e ripetuti che il cane e il paziente diabetico devono compiere per sviluppare la propria relazione e fare in modo che il primo possa aiutare il secondo nella migliore gestione della patologia.

“Per la prima volta, a Catania e in tutta la Sicilia, delle persone con diabete hanno avuto la possibilità di conoscere e vedere da vicino quest’affascinante metodologia”, spiega Luca Serio, Presidente dell’Associazione Diabete e Famiglia. “Il cane, grazie alla relazione empatica col suo compagno umano, riesce a percepire e a comunicare per tempo un innalzamento o abbassamento del valore degli zuccheri nel sangue, consentendo al padrone di intervenire prima che gli sbalzi glicemici si manifestino, con risultati davvero stupefacenti. Abbiamo voluto avvicinare i nostri associati a questa realtà e quindi organizzare l’evento di oggi perché, in linea con gli obiettivi dell’Associazione, ci è sembrata un’occasione preziosa di socializzazione, utile a migliorare la qualità di vita dei pazienti.”