Canagliflozin, il farmaco che riduce morte cardiovascolare, infarto e ictus

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I risultati del programma di studio CANVAS hanno dimostrato che Canagliflozin, molecola che inibisce la proteina di trasporto selettivo del sodio glucosio (SGLT2), ha ridotto significativamente il rischio combinato di morte cardiovascolare (CV), infarto del miocardio (MI) e ictus non fatale rispetto al placebo in pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 (T2DM) a rischio o con anamnesi di CV. I risultati hanno anche dimostrato che la somministrazione di Canagliflozin si associa a un rischio ridotto di ospedalizzazione per scompenso cardiaco (HHF) e ha potenziali effetti protettivi a livello renale. Questi dati relativi all’analisi integrata dei trial CANVAS e CANVAS-R sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e presentati durante il simposio dedicato a questo tema in occasione dell’American Diabetes Association 77th Scientific Sessions lunedì 12 giugno a San Diego.

In particolare, Canagliflozin ha permesso di ottenere una riduzione del 14% del rischio di morte cardiovascolare, che rappresentava l’endpoint primario. Ulteriori analisi hanno inoltre rivelato che Canagliflozin ha permesso di ottenere anche effetti positivi sul controllo glicemico e la pressione ematica, così come una riduzione di peso, attestandone quindi una durabilità a ampio raggio. Inoltre, ha dimostrato effetti protettivi potenziali a livello renale, ritardando la progressione dell’albuminuria e riducendo il rischio di esiti compositi renali clinicamente importanti (ad esempio morte renale, terapia renale sostitutiva e una riduzione del 40% di eGFR).

“I pazienti affetti da diabete hanno da due a quattro volte possibilità superiori di sviluppare co-morbidità quale insufficienza cardiaca e renale e i risultati CANVAS dimostrano il potenziale di Canagliflozin riducendo il rischio di tali condizioni nel caso di pazienti affetti da diabete di tipo 2 ad alto rischio”, dichiara David Matthews, co-presidente dello Steering Committee CANVAS, professore di Diabetic Medicine e Honorary Consultant Physician presso l’Università di Oxford. In riferimento agli eventi avversi, è stato riscontrato un aumento del rischio di amputazione (6,3 vs. 3,4/1000 pazienti-anno), corrispondente a un rapporto di rischio (HR) pari a 1,97. Il maggiore rischio assoluto di amputazione è stato rilevato in pazienti con pregressa anamnesi di amputazione o affezione vascolare periferica, ma il rischio relativo di amputazione con Canagliflozin è risultato del tutto sovrapponibile in tutti i sottogruppi.