Al Campus Bio-medico di Roma, i tumori si combattono anche con il calore

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Ottenere maggiore efficacia nelle cure contro i tumori dalla sinergia tra ipertermia profonda, chemioterapia e radioterapia. Con questo obiettivo entra in funzione, per la prima volta in Italia, presso il Polo di radioterapia oncologica di via Emilio Longoni dell’Università Campus Bio-Medico di Roma un sistema di ipertermia profonda per la cura dei tumori, in grado di ottimizzare la risposta a chemioterapia e radioterapia.

Il macchinario, testato con effetti benefici su numerosi tumori che colpiscono ampie fasce della popolazione quali (dati I Numeri del Cancro 2019): sarcomi, prostata (il tumore più frequente nella popolazione maschile a partire dai 50 anni), pancreas (in Italia nel 2019 la previsione è di 13.500 nuovi casi, 6.800 negli uomini e 6.700 nelle donne), colon-retto (il secondo tumore più diffuso in Italia), ma anche tumori della testa e del collo, della mammella (rappresenta il 30% delle neoplasie femminili) e della pelvi, è stato inaugurato oggi presso il rinnovato Polo di Radioterapia Oncologica situato nel quartiere Prenestino.

Fiore all’occhiello del Polo è il sistema di ipertermia profonda, primo macchinario attivo in Italia che grazie all’utilizzo di specifiche frequenze elettromagnetiche è in grado di modulare con elevata precisione la distribuzione del calore in base a dimensione e localizzazione del tumore potenziando l’efficacia dei trattamenti loco-regionali (radioterapia) e sistemici (chemioterapia) grazie al riscaldamento in profondità dei tessuti trattati.

Nello specifico, l’innalzamento selettivo della temperatura, stimola la dilatazione dei vasi sanguigni, riduce le aree tumorali scarsamente ossigenate, inibisce la capacità delle cellule tumorali di riparare i danni subiti rendendo l’azione della radioterapia e della chemioterapia ancora più efficace. Il calore inoltre è capace di stimolare una risposta immunitaria anti-tumorale attraverso l’espressione di recettori di superficie e la secrezione di specifiche proteine che permettono al sistema immunitario di riconoscere le cellule tumorali e attaccarle. Un potenziamento dell’efficacia che si realizza senza aumentare la tossicità e gli altri effetti collaterali sui tessuti e gli organi sani del paziente, oltre a essere un sistema indolore e non invasivo e utilizzabile anche per cure di lunga durata.

In Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno. L’ipertermia profonda si utilizza a qualunque stadio della malattia e su pazienti di tutte le età. Ogni seduta dura circa 1 ora e si esegue in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. “Siamo i primi in Italia a esserci dotati di un macchinario di precisione fino ad oggi diffuso principalmente nei Paesi nord-europei e nel continente americano”, dichiara il prof. Lucio Trodella, direttore della Uoc di Radioterapia Oncologica. “Riscaldando il tumore a 40-45 °C possiamo indurre un danno alle cellule tumorali tale da portarle alla morte. Altro punto di forza è la sua capacità di rendere le cellule colpite molto più sensibili alla radioterapia e alla chemioterapia migliorando l’indice terapeutico senza che aumenti la tossicità per il paziente.”