Campagna di prevenzione sul Papillomavirus (HPV). Il parere Giancarlo Icardi, infettivologo genovese

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Ogni anno in Italia si registrano quasi 5mila casi di tumori HPV-correlati attribuiti ad infezioni croniche collegate a ceppi oncogeni del Papillomavirus umano (HPV). Numeri che aumentano il livello di attenzione attorno alle patologie HPV-correlate, spesso percepite come un pericolo esclusivamente al femminile associato al cancro della cervice uterina e sottovalutando, quindi, l’importante incidenza che il virus può avere anche tra i maschi, vittime anch’essi di malattie causate dall’HPV come il cancro anale o i condilomi genitali. Il livello di informazione e consapevolezza non è ancora sufficientemente alto e per questo MSD Italia ha deciso di lanciare la nuova campagna Social Il Papillomavirus Non Sceglie, Tu Sì, in corso di approvazione al Ministero della Salute, che presenterà nell’hashtag #ioscelgo il proprio manifesto: un invito a genitori di figli adolescenti e a giovani donne ad agire con consapevolezza per il proprio futuro e quello dei loro figli.

L’HPV non sceglie le proprie vittime, tutti però possono scegliere di prevenirlo attraverso la vaccinazione. La campagna avrà una chiara declinazione social: Instagram, Facebook e YouTube, più un portale aggiornato, ioscelgo.it, dove poter approfondire tutte le informazioni sulle patologie e le opportunità di prevenzione. Si vuole informare la popolazione in modo scientificamente corretto utilizzando tuttavia i linguaggi della Comunicazione digitale. Esistono oltre 200 tipi differenti di HPV, 13 dei quali vengono classificati come tipi ad alto rischio, che possono causare il tumore della cervice uterina nelle donne e altri tumori HPV associati – ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe, laringe e condilomi genitali – anche nel maschio, categoria spesso percepita non a rischio di contrazione del virus.

“L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione e riconosce prevalentemente una trasmissione per via sessuale; da questa frase si può capire come i numerosi Papillomavirus costituiscano una minaccia per tutta la popolazione fin da quando inizia l’attività sessuale”, spiega il prof. Giancarlo Icardi, Professore Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova. “Disponiamo di molteplici evidenze scientifiche che indicano come la giovane età ed il numero dei partner sessuali rappresentino una condizione di rischio per contrarre l’infezione. Da tali evidenze ne consegue la strategia di prevenzione attraverso la vaccinazione che ha come target primario gli adolescenti di entrambi i sessi al dodicesimo anno di età. L’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda inoltre l’offerta della vaccinazione anti-papillomavirus ad una coorte supplementare di adolescenti di sesso femminile. Considerate le modalità di trasmissione è intuitivo come una strategia multi-coorte favorisca una più rapida riduzione della circolazione di HPV nella popolazione consentendo di raggiungere l’obiettivo finale di riduzione del numero di lesioni pre-cancerose e, nel lungo termine, dei cancri dell’utero e dell’area ano-genitale.”

Timori e pregiudizi sulla vaccinazione possono contribuire a spiegare i livelli ancora bassi di copertura vaccinale pari al 64.4% nelle ragazze, per la prima dose, e al 49.9%, per il ciclo completo; nei ragazzi invece la percentuale risulta ancora più bassa, pari al 21,8% contro il 15,4% del ciclo completo. Tra gli obiettivi della campagna, anche quello di dare una risposta chiara ad alcuni falsi miti legati alle patologie HPV-correlate.