Buona memoria a 90 anni? Merito di un gene

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È possibile che cedimenti della memoria siano frequenti già dopo i 60 anni. Ma in molte persone questi deficit tardano a arrivare e può succedere che anche a 90 anni siano perfettamente lucide senza alcun cedimento di memoria. Responsabile della conservazione della memoria sarebbe un gene ereditato, in grado forse di trovare la chiave della “memoria resiliente”. In particolare, il merito sarebbe dei cambiamenti genetici che si verificano nel gene MAP2K3. Recenti ricerche hanno inoltre dimostrato anche che la “memoria superiore” è associata a una minore atrofia cerebrale e una minore prevalenza dei cambiamenti patologici associati al morbo di Alzheimer.

I ricercatori del Translational Genomics Research Institute (TGen) e della Northwestern University, negli Usa, hanno sequenziato i genomi di 56 SuperAgers, definiti come individui di età pari o superiore a 80 anni che, nei test di memoria, hanno ottenuto valori normativi pari o superiori alla media degli adulti di età compresa tra 50 e 65 anni. Li hanno quindi confrontati con un gruppo di controllo di 22 persone che hanno ottenuto invece un punteggio nella media. Hanno così scoperto che i SuperAgers presentavano cambiamenti genetici nel gene MAP2K3.

“Gli inibitori del MAP2K3 possono rappresentare una nuova strategia terapeutica per potenziare le capacità cognitive e difenderle dall’Alzheimer”, spiega la coordinatrice dello studio, prof.ssa Emily J. Rogalski, dell’Università del Northwestern. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience.