Per l’Istituto Superiore di Sanità bisogna ridurre il consumo di olio di palma

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L’olio di pama è uno degli ingredienti più utilizzati dalle industrie alimentari. Proprio per questo l’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente ribadito la propria posizione in merito alla necessità di ridurne il consumo. Il chiarimento si è reso però anche necessario dopo l’intervento del presidente AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane), Mario Piccialuti, riportate sul quotidiano Avvenire. Nell’articolo si citava Marco Silano, direttore del reparto Alimentazione dell’ISS, a cui si attribuiva il parere secondo cui l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) non avrebbe raccomandato “ai consumatori di modificare le loro abitudini alimentari né alle aziende di utilizzare un olio vegetale piuttosto che un altro”. Ormai sembra tutto molto chiaro: continuare ad assumere cibi che contengono olio di palma è una scelta che porta a conseguenze gravi per la salute. Lo scorso anno una conferma ulteriore era giunta da uno studio italiano secondo il quale l’olio di palma è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina. Conseguenza: l’olio di palma provoca danni irreversibili, tra questi – oltre ai già dimostrati danni a carico del sistema cardiovascolare – il diabete mellito. Attualmente l’olio di palma viene utilizzato per garantire ad alcuni prodotti, come le merendine, la giusta croccantezza e cremosità senza alterarne il gusto, di cui è praticamente privo, consentendo così di eliminare i grassi vegetali idrogenati nella filiera produttiva. Nel 2014 l’Italia ha importato circa 1,6 tonnellate di olio di palma; il 21% viene impiegato nell’industria alimentare mentre il rimanente 79% è destinato ai settori bioenergetico, mangimistico, chimico, cosmetico e farmaceutico.