Aumentano le gravidanze a rischio, anche per cause mediche

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Le gravidanze a rischio per cause mediche sono in aumento. La mortalità in gravidanza e nel puerperio, che non ha accennato a diminuire negli ultimi anni, e anzi presenta un trend in lieve aumento, riconosce cause mediche nell’80% dei casi, come risulta da uno studio condotto nel Regno Unito (De Swiet M. Maternal Mortality, a Vindication of Obstetric Medicine). Negli Stati Uniti, un’inchiesta sulle cause di ospedalizzazione nei reparti di ostetricia di pazienti in gravidanza ha accertato che un terzo dei ricoveri è imputabile a malattie non ostetriche (Gazmararian JA, Petersen R, Jamieson DJ, et al. Hospitalizations During Pregnancy Among Managed Care Enrollees. Obstet Gynecol).

“Spesso si pensa che l’Internista sia il dottore degli anziani – afferma Andrea Fontanella, Presidente Nazionale FADOI – e invece ci occupiamo di donne in gravidanza molto più spesso di quanto si possa pensare”. Negli Ospedali italiani circa una paziente su cinque in gravidanza presenta problemi di ordine internistico. Oltre a essere più alta l’età media delle donne alla prima gravidanza, diversi sono i fattori che concorrono a aumentare l’incidenza delle malattie internistiche in ostetricia:

* Gravidanze sempre più frequenti in donne con malattie croniche invalidanti (insufficienza cronica d’organo, patologie autoimmuni sistemiche, pazienti trapiantate);

* L’immigrazione di donne provenienti da Paesi con scarsa assistenza sanitaria. Queste pazienti con patologie croniche anche gravi (ipertensione, epatiti croniche ecc.) misconosciute, quasi asintomatiche all’inizio della gravidanza, nel corso della gestazione vanno incontro a un’accelerazione della storia naturale della malattia con aggravamento del quadro clinico;

* La mancanza di informazioni sull’effetto e il profilo di sicurezza di molti farmaci in gravidanza, che in non pochi casi induce alla sospensione – o all’autosospensione – della terapia e al conseguente peggioramento delle manifestazioni cliniche;

Delle complicanze internistiche in gravidanza si è discusso durante il XXII Congresso Nazionale FADOI, svoltosi nei giorni scorsi a Sorrento. Sono intervenute figure di spicco tra cui Andrea Fontanella, Presidente Nazionale FADOI; Mauro Campanini, Presidente della Fondazione FADOI; Dario Manfellotto, Presidente Eletto FADOI, che in Italia si occupa nello specifico di queste problematiche, all’ordine del giorno nei reparti di Medicina, che richiedono capacità di gestione, interpretazione e collaborazione tra le diverse specialità interessate.

L’aumento delle complicanze internistiche comporta anche un aumento dei rischi ostetrici (soprattutto prematurità) e del numero dei parti mediante taglio cesareo per indicazione materna. “L’internista, ovvero il medico della complessità, è quello che molto spesso interviene come consulente nel reparto di Ostetricia – spiega Dario Manfellotto – perché c’è bisogno di un approccio multidisciplinare.”

Tra le proposte, la costituzione di corsi di alta specialità con l’indirizzo di “Medicina Ostetrica”, come branca della Medicina Interna, con l’obiettivo di creare veri e propri esperti con una particolare esperienza in un campo difficile per le scelte da fare legate alla vita di madre e feto.