Attività fisica e alimentazione. I consigli dei Pediatri SIPPS

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Corretta alimentazione e attività fisica: la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli ai genitori e si sofferma sul significato di attività fisica e sul perché rivesta un ruolo così importante per la salute dei bambini. “Quando parliamo di ‘attività fisica’ ci riferiamo a tutti i movimenti del corpo”, spiega il dott. Domenico Meleleo, Pediatra di famiglia, coordinatore del documento di consensus intersocietario SIPPS e FIMP Il Bambino e l’Adolescente che Praticano Sport. “Si tratta di un termine generico che comprende tutte le attività che compiamo per svolgere i compiti della nostra vita quotidiana, l’esercizio fisico, il gioco e lo sport. L’attività fisica non serve soltanto a ‘bruciare le calorie’ introdotte con l’alimentazione per evitare che un eccesso di energia introdotta rispetto a quella utilizzata ci faccia ingrassare. Livelli adeguati di attività fisica sono importanti anche perché migliorano il funzionamento di molti meccanismi metabolici, che permettono alle cellule di utilizzare gli zuccheri, i grassi e le proteine introdotti con gli alimenti e di smaltire le sostanze nocive introdotte dall’esterno o prodotte dal nostro organismo a causa di una alimentazione scorretta o per un eccesso di stress. Tutti gli organi del nostro corpo, persino il nostro sistema immunitario, diventano più forti con l’attività fisica, non soltanto le nostre ossa e i nostri muscoli! Pertanto – conclude Meleleo – chi si muove tanto non soltanto non ingrassa ma ha uno stato di salute complessivamente migliore.”

“Bisogna favorire al più presto uno stile di vita attivo, così da impedire che si instauri un circolo vizioso per cui un bambino non abituato all’attività fisica, impacciato nei movimenti e con muscoli che si affaticano prima degli altri coetanei normopeso, possa vergognarsi durante il gioco, evitando le occasioni di svago e di moto”, aggiunge il dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS. “Diventa quindi fondamentale incoraggiare e sostenere la pratica di attività fisica regolare e di uno stile di vita attivo: questo compito spetta soprattutto alla famiglia e a noi pediatri.”

QUANTO DEVE MUOVERSI IL BAMBINO? COME E QUANTO DEVE MANGIARE IN RAPPORTO ALL’ATTIVITÀ FISICA?

Le linee guida dell’OMS informano che i bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità da moderata a vigorosa e esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana. “In pratica – precisa Di Mauro – significa che i bambini e gli adolescenti devono quotidianamente, come minimo per un’ora, giocare, praticare l’esercizio fisico strutturato e/o praticare sport.”

“Per mangiare più dei compagni sedentari, però, un’ora di attività fisica al giorno non basta, anche se vengono seguiti i principi della Dieta Mediterranea secondo le linee guida ufficiali e si fa attenzione ad una adeguata idratazione. Un aumento delle porzioni medie di cibo può essere opportuno solo per bambini o adolescenti che hanno uno stile di vita veramente attivo. Con ‘stile di vita attivo’ – conclude il dott. Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS – si intende l’abitudine di percorrere a piedi o in bici buona parte dei propri percorsi quotidiani, non usare l’ascensore, non usare per più di un’ora al giorno TV, PC, Tablet e Videogame (sotto i 12 anni di età) e avere anche la buona abitudine di aiutare gli adulti nelle faccende domestiche familiari. Attenzione, quindi, a non giustificare pranzetti e merende più abbondanti di quelli indicati per l’età soltanto perché il bambino va in piscina, al campetto o a danza due o tre volte alla settimana. Dopo queste attività ad esempio, per un bambino, sono sufficienti un frutto o uno yogurt o un ‘piccolo’ panino imbottito. E non dimenticatevi di fargli bere una opportuna quantità di acqua prima, durante e dopo l’attività.”

In caso di ragazzi notevolmente impegnati in attività sportiva agonistica, secondo la SIPPS sarebbe opportuno che il livello di attività fisica e i relativi fabbisogni nutrizionali fossero valutati da un professionista della nutrizione (medico, biologo nutrizionista, dietista), sentito anche l’allenatore e sempre sotto la supervisione del pediatra di riferimento. Questo per scongiurare il rischio di una malnutrizione per eccesso o per difetto.

Molto importante è anche una corretta idratazione, che garantisce un adeguato apporto di sali minerali, disciolti nell’acqua di fonte. Per crescere bene, ricordano gli esperti della SIPPS, ogni bambino ha bisogno di bere in modo adeguato. La quantità di acqua assunta dipende dall’età: generalmente, un bambino tra i 4 e i 10 anni ha bisogno di bere 1100 ml (un litro e 100 ml) al giorno; gli adolescenti devono invece assumere un quantitativo di acqua compreso tra 1500-2000 ml (un litro e mezzo/due) al giorno.