Atresia dell’esofago: all’Arnas Garibaldi di Catania interventi mini invasivi

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“L’obiettivo è stringere sempre più i legami e l’alleanza tra famiglie e strutture sanitarie per potenziare la qualità e i risultati delle cure, facendo in modo che le famiglie dei pazienti non vengano lasciate sole nell’affrontare un problema così complesso e potenzialmente devastante come quello dell’Atresia dell’esofago”, afferma Sebastiano Cacciaguerra, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Pediatrica del Nuovo Garibaldi. Oggi purtroppo questa malformazione congenita colpisce 1 bambino su 3500 nati vivi, si determina tra la terza e la quinta settimana di vita del feto e mostra un trend incrementale: “Dati preoccupanti – continua Cacciaguerra – che però hanno messo in moto la cura, la dedizione e il servizio di tanti operatori della sanità che, in collaborazione con le famiglie, stanno sviluppando un approccio attivo e di alleanza.” Istituita nel 2004, nell’Unità di Chirurgia Pediatrica dell’Arnas Garibaldi sono stati operati ad oggi più di 10mila bambini e trattate moltissime patologie malformative maggiori: ciò ha reso l’Unità operativa complessa dell’Azienda un punto di riferimento sicuro e affidabile per la cittadinanza catanese, per i pediatri di base e per gli ospedali periferici della Sicilia Orientale – soprattutto per l’emergenza/urgenza – registrando a livello regionale le performance migliori tra tutte le unità dello stesso ramo. Questo grazie al mix di competenze maturate dal team di esperti che vi operano e al lavoro di squadra delle aree presenti all’interno del Dipartimento Materno-Infantile che creano una vera e propria “Filiera del Valore”, l’unica in Sicilia con l’obiettivo di mettere al centro la cura del bambino (dal pronto soccorso pediatrico, che registra più di 40mila accessi l’anno, alla ginecologia, alla chirurgia pediatrica, alla cardiologia pediatrica, alla rianimazione, alla pediatria, alla neonatologia). Inoltre il team di operatori si è specializzato nell’applicazione abituale, anche in urgenza, di tecniche innovative come la “laparoscopia” e la “toracoscopia” e rappresenta l’unico centro da Bologna in giù a utilizzare la metodica mini-invasiva nella cura dell’atresia dell’esofago, al fine di non traumatizzare il piccolo paziente e accelerare i suoi percorsi di guarigione.