Asma grave eosinofilo. Nuova terapia con anticorpo monoclonale

515

I 200mila pazienti italiani affetti da asma grave eosinofilico potranno beneficiare di una nuova soluzione terapeutica. Si tratta di benralizumab, anticorpo monoclonale umanizzato che ha come bersaglio il recettore dell’interleuchina-5 sugli eosinofili, quelle cellule che scatenano l’infiammazione eosinofilica responsabile della gravità e dei sintomi non controllati dell’asma, così come delle continue riacutizzazioni della malattia.

L’asma grave è caratterizzata da diversi fenotipi della malattia, ciascuno con specifiche peculiarità. Il fenotipo eosinofilo è caratterizzato da un’elevata infiammazione dovuta all’aumento di questi specifici globuli bianchi, gli eosinofili, cellule che causano la maggiore responsività delle vie aeree agli stimoli irritativi e possono determinare un incremento dei sintomi dell’asma, oltre a compromettere la funzionalità polmonare e causare frequenti riacutizzazioni. Alla base di questo processo c’è l’interleuchina-5, una citochina responsabile dell’attivazione degli eosinofili. La terapia biologica si contestualizza dunque non solo come una soluzione efficace e rapida per il controllo dei sintomi dell’asma e per il miglioramento della funzionalità respiratoria – permettendo ai pazienti di ritornare in poco tempo a condurre una vita normale, a svolgere un’attività lavorativa in maniera produttiva e a fare attività fisica – ma anche come strumento per ridurre l’impiego del cortisone orale che, secondo le linee guida, dovrebbe essere utilizzato solo nella gestione delle crisi acute e impiegato ai minori dosaggi possibili, limitandone l’uso a brevi periodi. Secondo gli ultimi dati del Registro SANI (Severe Asthma Network in Italy), il 64% dei pazienti con asma grave è in trattamento cronico con il cortisone orale, con effetti collaterali significativi come l’insorgenza di osteoporosi, diabete, obesità, ipertensione, glaucoma e insufficienza renale, per citare solo quelli più frequenti. Sempre secondo i dati del Registro SANI, dei 4milioni di persone affette da asma in Italia, il 5-10% (circa 200mila persone) sviluppa questa forma severa della malattia, ma si stima che la prevalenza sia ancora maggiore ed esista quindi un “sommerso” non ancora rilevato. Ciò accade perché molti pazienti non ricevono una corretta diagnosi. Il primo passo è quindi fare chiarezza e distinguere il prima possibile l’asma grave non controllato dall’asma e indirizzare i pazienti verso i centri di cura di riferimento.