Artrite reumatoide: la “piccola molecola” che colpisce i “responsabili” dell’infiammazione

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Nuove evidenze dagli studi di fase III su baricitinib confermano l’efficacia e la sicurezza della molecola, unica terapia orale giornaliera, nel trattamento dell’Artrite Reumatoide, patologia che interessa circa 400.000 persone in Italia e colpisce soprattutto le donne in età attiva. Su questo e altro si sono confrontati esperti e pazienti durante i vari incontri ospitati all’interno del congresso annuale della Società Italiana di Reumatologia tenutosi nei giorni scorsi a Rimini. “L’artrite reumatoide è una malattia cronica di cui però è possibile controllare, con i giusti trattamenti, i sintomi che la caratterizzano”, afferma il prof. Luigi Sinigaglia, Primario UO Reumatologia G. Pini di Milano. “Gli studi in corso su baricitinib in grado di inibire un gruppo ancora più ristretto di questi enzimi – JAK 1 e JAK 2 – stanno dimostrando la loro efficacia, in tempi brevi, nella gestione della malattia e soprattutto nei confronti di alcuni dei sintomi associati più impattanti come il dolore e la rigidità. Molecole come baricitinib, infatti, stanno rappresentando un nuovo approccio terapeutico per i pazienti rispetto ai farmaci biologici attualmente utilizzati. Un nuovo meccanismo di azione basato sulla somministrazione orale giornaliera, più semplice, sicura e vantaggiosa per i pazienti rispetto a quella endovenosa o sottocutanea e con effetti molto promettenti.”

Il futuro dei trattamenti per l’Artrite Reumatoide, è guidato proprio dalla volontà di agire sull’impatto, ancora sottostimato, che questa patologia ha sulla vita quotidiana dei pazienti. “Uno degli aspetti più invalidanti della malattia è rappresentato dal dolore, un sintomo invisibile e difficile da accettare, ma che spesso è tra le principali fattori che impediscono anche le più semplici azioni quotidiane”, prosegue Silvia Tonolo, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Malattie Reumatiche (Anmar). “Il progresso della ricerca, emerso dagli studi clinici presentati a Rimini, sta per mettere a disposizione dei pazienti nuove terapie con una modalità di somministrazione, in grado di migliorare nettamente la qualità di vita. Un aspetto ancora più importante quando si tratta di una malattia, come l’artrite reumatoide, che colpisce spesso donne ancora giovani e nel pieno delle loro attività lavorative e familiari. Riuscire a liberarsi dal peso del dolore, già dalle prime settimane e poter usufruire di una terapia più semplice e sicura, sono aspetti che potrebbero rappresentare una svolta nella vita di tutte le persone affette da Artrite reumatoide.”