Anomalie della mano del bambino, il ruolo della chirurgia e riabilitazione

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Le malformazioni della mano colpiscono in media 1 bambino ogni 1500 nati; possono essere di diversa entità e gravità, da uno sviluppo anatomico funzionale incompleto o anomalo fino ai casi in cui sono presenti dita in sovrannumero. Le più comuni consistono nell’unione di due o più dita (sindattilia), nelle dita soprannumerarie (polidattilia), nell’assenza di una o più dita (agenesia), nella deformazione in posizione piegata delle dita (camptodattilia), nella deviazione laterale delle dita (clinodattilia), nella presenza di dita più corte del normale (brachidattilia).

Di questo si è discusso nel corso di un meeting internazionale promosso dal prof. Giorgio Pajardi, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, con la preziosa collaborazione delle dottoresse Elena Marta Mancon, Francesca Tolosa, Rossella Pagliaro e Silvia Minoia, terapiste della mano presso il Gruppo MultiMedica: “L’appuntamento di quest’anno è stato il primo congresso dedicato esclusivamente alla mano del bambino e ha visto la fisioterapia e la terapia della mano protagoniste indiscusse, con un’intera giornata di dibattito sui protocolli riabilitativi oggi più utilizzati”, commenta Pajardi. “Un aspetto di cui andiamo molto fieri è l’aver creato dei veri e propri momenti di dialogo tra i partecipanti al fine di favorire un confronto costruttivo sulle differenze di trattamento tra i vari Paesi. L’obiettivo è naturalmente trovare la terapia riabilitativa migliore per le malformazioni congenite e i traumi della mano in età pediatrica, ponendo delle solide basi verso la redazione di linee guida internazionali condivise.”

Nel corso del congresso, particolare rilievo hanno avuto le sessioni pratiche, svolte con materiale termoplastico su piccole mani 3D appositamente realizzate per l’occasione. La procedura ha consentito agli ospiti di confrontarsi sulla creazione di un tutore in materiale termoplastico per modelli di mani creati sulla base di quelle dei giovani pazienti del reparto. “Si tratta della scansione delle mani di un campione di nostri piccoli pazienti che abbiamo poi ricreato perfettamente”, spiega la dott.ssa Minoia. “In questo modo il confronto che riguarda il confezionamento dei tutori potrà essere più diretto e semplice, oltre che più divertente. Senza il contributo delle colleghe Australiane e Americane incontrate ad Hong Kong, la realizzazione di questo meeting non sarebbe stata possibile.”

Presso l’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe vengono operati circa 500 bambini l’anno, posizionando la struttura tra i primi 10 centri al mondo, anche per numero di terapisti esperti in riabilitazione della mano del bambino.