Conosciamo l’anestesista-rianimatore

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Nei giorni scorsi, a dare il via libera alla missione di salvataggio in Thailandia, c’era anche Richard Harris, 53 anni, anestesista di Adelaide, in Australia, dove lavora per il servizio di evacuazione aero-medica del SA Ambulance Service. Ancora una volta il medico anestesista-rianimatore è figura centrale nelle situazioni più critiche e di supporto. L’anestesista rianimatore non è solo colui che si prende cura delle persone che ogni anno si sottopongono a interventi chirurgici di maggiore o minore complessità clinica ma è anche colui  che nelle rianimazioni e terapie intensive accoglie  e segue le persone ricoverate. L’anestesista rianimatore è il medico che nei momenti di maggiore difficoltà parla con i cari della persona malata. È colui che prende parte alle decisioni più difficili, come quella  nelle quali  è necessaria la donazione d’organo, ultimo atto dell’esistenza umana e speranza di nuova vita per altri. È anche colui che si prende carico di tutte quelle persone affette da dolore acuto e cronico per dare loro un sollievo adeguato e di quante, affette da gravissime patologie, chiedono di vedere almeno alleviata la sofferenza e di essere accompagnate verso la fine della propria vita in maniera dignitosa.

Tanti gli ambiti in cui lavora l’anestesista-rianimatore: dalla Terapia del Dolore, alla Medicina Iperbarica, dall’Emergenza-Urgenza alla Terapia Intensiva. Gli Anestesisti Rianimatori sono anche specialisti riconosciuti per dirigere Centrali Operative 118. In sala operatoria, quando c’è bisogno di un Team Leader, spesso i colleghi medici si rivolgono all’Anestesista Rianimatore. L’anestesista rianimatore un “angelo custode” che opera nelle situazioni più disparate, come testimonia il salvataggio dei “cinghialotti”.