Alzheimer: ultrasuoni migliorano la memoria

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Secondo alcuni ricercatori del Queensland Brain Institute, University of Queensland, una tecnica a ultrasuoni che rimuove placche tossiche dal cervello, promette di restituire la memoria ai pazienti del morbo di Alzheimer. Per ora si tratta di uno studio sperimentale ma i risultati sono stati sorprendenti. La tecnologia ha invertito i sintomi della malattia e restituito la funzione della memoria in modelli animali. Gli ultrasuoni hanno infatti potuto attivare le cellule microgliali, descritte come una sorta di “netturbini” che scandagliano il cervello rimuovendo gli elementi tossici che lo percorrono: “Il cervello di un paziente di Alzheimer è pieno di amiloidi tossici e normalmente questi netturbini dovrebbero compiere il loro lavoro, ma talvolta non lo fanno; l’azione degli ultrasuoni li stimola a compiere il loro lavoro, rimuovendo gli amiloidi e così ripristinare la funzione della memoria”, spiega il prof. Jurgen Gotz, specialista di demenza senile. “Usando la tecnica in una fase in cui la malattia non è troppo avanzata, questa può essere prevenuta anche in persone predisposte”. Per il 2019 è in programma, presso il Brain Institute, una sperimentazione della tecnica a ultrasuoni su un piccolo campione di pazienti.