Altri fattori di rischio per il cuore

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L’ipertensione arteriosa è ancora un fattore di rischio preoccupante, che colpisce più del 50% degli uomini e quasi il 40% delle donne, con una certa differenza nei due livelli socio-economici, più elevata nelle donne (+8%), meno negli uomini (+4%). Strettamente legato ai valori pressori è il consumo di sale, che risulta più elevato nell’alimentazione delle classi sociali più basse; circa il 6% in più in coloro che hanno un livello di scolarità elementare rispetto al livello universitario e più elevato al Sud rispetto al Nord.

L’ipercolesterolemia riguarda oggi circa il 30% della popolazione adulta (35-74 anni); sono di più le persone che si trovano nel livello socio-economico più disagiato (38% degli uomini e 39% delle donne rispetto a coloro che hanno scolarità più elevata che si attestano rispettivamente al 35 e al 36%). Inoltre, nelle donne con scolarità più bassa, solo il 18% di coloro che presentano dislipidemia è ben controllato con terapia, rispetto al 27% delle donne con una scolarità più elevata. Stessa situazione anche per il diabete, più frequente negli uomini con scolarità più bassa (14% contro il 10% in coloro che hanno raggiunto un livello di scolarità superiore); nelle donne il fenomeno è ancora più evidente: 10% nelle donne con bassa scolarità e 5% in quelle con livello di istruzione più elevato. Il 27% degli uomini con scolarità più bassa è obeso, mentre lo è il 22% in quelli con scolarità più elevata; nelle donne, il 32% di coloro che sono a scolarità più bassa è in condizione di obesità mentre per chi raggiunge un livello di scolarità elevata la percentuale scende al 18%.

“È dimostrato anche che questi fattori non si presentano singolarmente – commenta Simona Giampaoli, direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari Dismetaboliche e dell’Invecchiamento dell’ISS – ma tendono a riunirsi: abitudine al fumo, alimentazione inappropriata, inattività fisica si accompagnano spesso a depressione, povertà e basso livello di scolarità.”