Allarme morbillo in Lombardia e Emilia Romagna, anche tra il personale sanitario

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Tra novembre 2015 e aprile 2016 si è verificata un’epidemia di morbillo in due Regioni italiane, che ha coinvolto soprattutto la popolazione Rom/Sinti (in Lombardia) e l’ambito ospedaliero (in Emilia-Romagna). In pratica, ancora una volta è allarme morbillo e la causa sembra proprio la mancata vaccinazione. Ma ecco i numeri secondo l’Istituto Superiore di Sanità: 43 casi in tre campi nomadi di Milano, 17 casi a Parma e sette a Piacenza. Diversi casi però sono stati poi registrati tra il personale medico sempre per mancanza di copertura vaccinale. Infatti secondo la letteratura scientifica la copertura vaccinale, per essere ottimale, deve raggiungere il 95% dei soggetti. Ma in queste due Regioni del nord qualcosa non va: in Lombardia la quota di vaccinazione è dell’89,5 mentre in Emilia Romagna scende all’88,3. E le complicanze registrate tra i 67 pazienti contagiati sono stati abbastanza allarmanti in quanto si sono verificati nove casi di polmonite (che in tre casi hanno determinato un’insufficienza respiratoria acuta), sette di diarrea, cinque epatiti, tre casi di cheratocoingiuntivite, due di otite, uno di pericardite, un caso di trombocitopenia e uno di Guillain-Barré.

IL MORBILLO
È una malattia infettiva altamente contagiosa di origine virale (morbillivirus della famiglia dei paramixovirus). L’unico serbatoio è l’uomo, anche se sperimentalmente possono essere infettati scimmie, cani e topi. Il contagio La trasmissione del virus avviene per contatto diretto, attraverso le goccioline di saliva. Il morbillo ha andamento endemico-epidemiologico con picchi ogni 3-4 anni, a prevalente manifestazione primaverile. Il periodo di incubazione dura 13-14 giorni. I segni compaiono congiuntivite, rinite, tosse e temperatura elevata, caratteristica la presenza di piccole macchie bianco-grigiastre con alone arrossato, all’interno della bocca, sulla mucosa delle guance (macchie di Koplik, patognomoniche del morbillo e presenti in alta percentuale di casi). Dopo 2-3 giorni di temperatura elevata compare l’esantema maculo-papuloso, prima al volto poi al tronco e agli arti, di colore rosso purpureo a volte con aspetto emorragico.