Alberto Auricchio vincitore del Premio Internazionale per la Ricerca Scientifica “Arrigo Recordati”

592

A Rotterdam, durante il recente congresso annuale SSIEM (Society for the Study of Inborn Errors of Metabolism), si è svolta la IX Edizione del Premio Internazionale per la Ricerca Scientifica Arrigo Recordati, con il riconoscimento di 100.000€ assegnato al prof. Alberto Auricchio, MD, coordinatore del Programma di Terapia Molecolare presso l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) e Professore di Genetica Medica presso l’Università di Napoli Federico II. La premiazione è avvenuta dopo che la Giuria ha i valutato i 5 migliori progetti di ricerca pervenuti: “Vorrei sottolineare l’alta qualità scientifica dei cinque progetti finalisti e la difficoltà che abbiamo riscontrato nel dover valutare soggetti così diversi”, ha affermato il prof. Robert Desnick, poco prima di annunciare il vincitore 2019. “Siamo sempre più impegnati nella ricerca e nello sviluppo di terapie in quest’area in modo da poter alleviare gli effetti devastanti che queste malattie rare producono sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie”, dichiara Andrea Recordati, Amministratore Delegato del Gruppo, nel consegnare il Premio. “Da parte del gruppo Recordati, Robert Desnick, Francesco Emma, Norio Sakai, è un onore e un privilegio per me premiare l’eccellente progetto di ricerca del prof. Auricchio, che potenzialmente potrà ridurre l’impatto di una malattia rara estremamente invalidante e contribuire allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici.”

LA MALATTIA DI STARGARDT

Si tratta della forma più comune (STGD1) di maculopatia ereditaria, una malattia genetica dell’occhio che porta alla progressiva perdita della vista. I segni e sintomi della malattia di Stargardt si manifestano generalmente durante l’adolescenza e tendono a peggiorare col passare del tempo. La malattia di Stargardt è causata dalla mutazione di un gene chiamato ABCA4, responsabile della produzione di una proteina denominata ABCR che regola il trasporto di sostanze nei fotorecettori della retina (la parte sensibile alla luce localizzata sul retro del bulbo oculare). Nei pazienti affetti da malattia di Stargardt, la proteina ABCR non funziona adeguatamente. Questo causa un accumulo all’interno delle cellule della retina, che vengono danneggiate e alla fine muoiono. La malattia di Stargardt è una malattia debilitante che porta a un progressivo peggioramento della vista fino alla cecità. La prevalenza della malattia di Stargardt è tra 1/8000 e 1/10000.

LA TERAPIA GENICA DELLA MALATTIA DI STARGARDT CON I VETTORI AAV-INTEINA

“Il nostro gruppo ha da tempo interesse allo sviluppo di terapie geniche per le malattie ereditarie dell’occhio che portano a cecità”, spiega Auricchio nell’illustrare il proprio progetto. “Infatti, abbiamo contribuito in maniera significativa alla fase I/II dello sviluppo clinico di Luxturna, la prima terapia genica per una malattia oculare disponibile in commercio. Una delle limitazioni dell’impiego di AAV è la capacità di trasporto del DNA terapeutico limitata a segmenti di DNA piuttosto brevi. Ciò potrebbe risultare non sufficiente per la terapia genica di malattie quali quella di Stargardt (STGD1), la più comune malattia degenerativa ereditaria della macula negli esseri umani, causata da mutazioni di un gene lungo, ABCA4. Per superare questa limitazione, abbiamo recentemente sviluppato un sistema basato non su uno, bensì su due vettori AAV, ciascuno codificante una delle due metà di ABCA4, affiancate da sequenze chiamate ‘inteine’, che mediano la fusione tra loro delle metà proteine e quindi permettono di ricostituire la proteina ABCA4 nella sua forma integrale. Abbiamo dimostrato che questi vettori sono efficaci in modelli di malattia di Stargardt e in retine umane ‘in piastra’. L’obiettivo principale del progetto finanziato dal Premio Internazionale per la Ricerca Scientifica Arrigo Recordati è di fare da ‘ponte’ tra questa prova di principio in laboratorio e una futura eventuale prima sperimentazione nell’uomo, attraverso la definizione a livello pre-clinico sia di un effetto terapeutico dose-dipendente sia della sicurezza dei vettori AAV-inteina. Ci auguriamo quindi che questo progetto dia un contributo importante allo sviluppo della terapia genica per questa comune e grave forma di cecità ereditaria.”