Agenzia Mondiale Anti-Doping: 3 sportivi su 10 ne fanno uso

749

Il 30% degli atleti che hanno gareggiato ai campionati mondiali del 2011 ha ammesso di aver fatto uso di sostanze proibite in passato. È quanto sostiene uno studio commissionato dall’Agenzia Mondiale Anti-Doping. Per la ricerca – Doping in Two Elite Athletics Competitions Assessed by Randomized Response Surveys – è stato utilizzato un sistema di domande indirette per salvaguardare l’anonimato degli atleti; oltre il 90% degli sportivi invitati a partecipare ha accettato. Lo studio, condotto nel 2011 dai ricercatori della University of Tübingen e della Harvard Medical School, ha riscontrato che oltre il 30% dei partecipanti ai Mondiali e più del 45% di quelli che sono scesi in pista ai Giochi panarabi (sempre nel 2011) ha assunto sostanze vietate. I ricercatori hanno chiesto a un totale di 2.167 atleti se avessero fatto uso di sostanze bandite. Ai due eventi hanno partecipato 5.187 atleti. I mondiali di atletica del 2011 si sono svolti a Daegu, in Corea del Sud, mentre i Giochi panarabi sono stati ospitati dal Qatar. A Daegu solo lo 0,5% dei test sulle droghe è risultato positivo, mentre durante i Giochi panarabi la cifra si è attestata al 3,6%.

“Lo studio mostra che i test biologici eseguiti su sangue e urine rivelano solo una parte dei casi di doping”, dice Harrison Pope, professore della Harvard Medical School. “Come descritto nella pubblicazione della ricerca, probabilmente ciò è dovuto al fatto che gli atleti hanno trovato molti modi per non essere scoperti durante i test.”

La pubblicazione dello studio, avvenuta sulla rivista Sports Medicine, è stata posticipata per anni poiché i ricercatori si sono trovati in disaccordo con l’Agenzia Mondiale Anti-Doping (WADA) e con l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica (IAAF) sulle modalità di pubblicazione. L’atletica vuole migliorare la sua immagine, danneggiata dopo lo scandalo doping che ha portato all’esclusione della squadra russa dai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2016. Durante nuovi test condotti lo scorso anno dal Comitato Olimpico Internazionale è emerso che alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012 oltre 100 atleti hanno fatto uso di sostanze.