Adroterapia tumori ghiandole salivari

604

I tumori delle ghiandole salivari rappresentano una sfida importante per l’oncologia perché sono aggressivi, resistono alle radioterapia tradizionale e spesso, per la loro vicinanza a tessuti sensibili, non possono essere asportati completamente per via chirurgica. Emerge quindi la necessità di una stretta collaborazione tra chirurghi, radioterapisti e oncologi per individuare le soluzioni terapeutiche più efficaci. Con questo obiettivo CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, in collaborazione con AIOCC, Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica, organizza il 5 aprile il convegno (con crediti E.C.M.) “Updates nella Diagnostica e Trattamento delle Neoplasie delle Ghiandole Salivari: l’Importanza dell’Approccio Multidisciplinare”.

L’adroterapia è un forma molto avanzata di radioterapia. La radioterapia, da sola o associata a chirurgia e/o a chemioterapia, migliora il controllo locale in diverse patologie tumorali. Inoltre, la natura non invasiva delle radiazioni rappresenta una valida alternativa per quei tumori non aggredibili chirurgicamente perché localizzati in sedi anatomiche complicate da organi vitali o deputati a funzioni la cui asportazione sarebbe troppo invalidante per il paziente. Oggi, circa il 50% dei pazienti affetti da tumore è sottoposto a un trattamento di radioterapia. L’adroterapia non sostituisce la radioterapia convenzionale, ma si pone come indicazione ideale per quei tumori in cui la radioterapia convenzionale non offre vantaggi significativi, in particolare per i tumori “radio-resistenti” e per quelli localizzati vicino a organi a rischio. I tumori radio-resistenti sono quei tumori che per il loro comportamento biologico sono curabili con minori probabilità dalla radioterapia convenzionale. Il CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, operativo dal settembre del 2011, è l’unico centro italiano, e il sesto nel mondo, in grado di effettuare l’adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio, un trattamento avanzato utilizzato soprattutto per le forme di tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale.