Adroterapia, chemio e chirurgia contro il tumore del pancreas

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Il tumore del pancreas è una delle forme tumorali più gravi e più difficilmente curabili, con una sopravvivenza pari all’8% a 5 anni dalla diagnosi. Il CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, ha avviato, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, uno studio clinico di fase II su pazienti affetti da neoplasia pancreatica operabile per valutare quanto l’approccio pre-operatorio che combina la chemioterapia e l’adroterapia con ioni carbonio possa migliorare la sopravvivenza libera da progressione della malattia, la sopravvivenza globale e il tasso di resecabilità (la percentuale di rimozione chirurgica efficace della massa tumorale) di tumori del pancreas operabili.

Al momento della diagnosi solo il 20% dei pazienti presenta un tumore al pancreas in uno stadio iniziale e quindi resecabile. Tuttavia, anche nei casi di asportazione chirurgica completa l’incidenza di recidive locali è comunque elevata, soprattutto in assenza di terapie aggiuntive. Il tumore del pancreas, inoltre, per la sua posizione vicina a tessuti sensibili non può essere irradiato con alte dosi di radioterapia convenzionale, non compatibili con la tolleranza dei tessuti sani.

Lo studio, disegnato da CNAO e dal gruppo del Policlinico San Matteo, prende il nome di PIOPPO, (Preoperatoria con IOni carbonio Per tumore del Pancreas Operabile). Si tratta di uno studio prospettico di fase II in cui vengono arruolati pazienti con diagnosi istologica o citologica di tumore del pancreas esocrino resecabile o nei limiti dell’operabilità. I pazienti sono sottoposti a chemioterapia neoadiuvante per sei settimane e successivamente a un trattamento con adroterapia con ioni carbonio (2 settimane con 4 sedute a settimana), prima dell’intervento chirurgico.

L’obiettivo primario dello studio è la valutazione della sopravvivenza libera da progressione ma saranno valutati, come obiettivi secondari, anche la sopravvivenza globale, il tasso di resecabilità stratificato per gruppi, cioè per pazienti operabili rispetto a pazienti borderline, e le tossicità eventuali.

“L’approccio pre-operatorio rappresenta la modalità più moderna, specialmente se preceduto o associato a chemioterapia. La possibilità di avere a disposizione particelle come gli ioni carbonio con elevata efficacia biologica (2 o 3 volte superiore a quella della radioterapia convenzionale) e con selettività spaziale, permette di erogare la dose efficace senza compromettere i tessuti circostanti”, dichiara la dott.ssa Francesca Valvo, direttore medico del CNAO e curatrice della ricerca. “La possibilità di combinare più forme di terapia rappresenta un modello con un potenziale impatto importante sulla prognosi della malattia”, aggiunge la dott.ssa Silvia Brugnatelli, responsabile dello studio presso l’U.O.C. di Oncologia Medica del Policlinico San Matteo.

“Le esperienze preliminari da noi eseguite hanno dimostrato che nei pazienti operabili l’intervento chirurgico di resezione del pancreas e dei linfonodi non presenta maggiori difficoltà tecniche dopo chemioterapia e adroterapia pre-operatoria”, prosegue il prof. Paolo Dionigi, direttore della U.O.C. di Chirurgia Generale 1 del Policlinico S. Matteo. “Le cellule del tessuto neoplastico e dei linfonodi asportati evidenziano alterazioni profonde ed estese provocate dalla chemioterapia e dalla irradiazione mirata con ioni carbonio. Anche il tessuto pancreatico residuo subisce qualche modifica diventando più compatto, ma mantiene una ottima vitalità. La ripresa funzionale postoperatoria è normale, senza particolari complicanze e i pazienti sono dimessi in media dopo 8-10 giorni dall’intervento chirurgico. I risultati preliminari dello studio sono molto incoraggianti – conclude Dionigi – ma bisogna attendere per quelli definitivi.”