Glaucoma, una patologia spesso “curata male” dal paziente

778

Non sempre i soggetti a cui viene fatta diagnosi di glaucoma eseguono correttamente le cure prescritte dallo specialista. Per la precisione, il 48% dei pazienti con glaucoma non segue correttamente la terapia ipotonizzante perché assume meno del 75% della dose prevista. I dati arrivano da uno studio pubblicato recentemente sulla rivista American Journal of Ophthalmology che evidenzia come “a 4 anni dall’inizio della terapia ipotonizzante, il 48% dei pazienti assuma soltanto un terzo del dosaggio prescritto, ovvero mette effettivamente il collirio solo 1 volta su 3”. Proprio per sensibilizzare tutti in merito all’importanza di prendersi cura della propria vista in ogni fase della vita nasce OSVI, Osservatorio per la Salute della Vista. Secondo gli ultimi dati della Commissione Difesa Vista “il 78% della popolazione italiana ha difetti visivi e spesso non si sottopone a controlli adeguati, ma rimanda il check-up della vista solo a quando si presentano i primi sintomi di qualcosa che non va e quindi quando il danno si è già instaurato o aggravato”.

Il glaucoma è una malattia che interessa il nervo ottico. Questo collega l’occhio al cervello, consentendogli di percepire le immagini; a causa della sua compromissione si manifesta una riduzione del campo visivo, dapprima nelle aree periferiche. Se non trattata, la malattia progredisce fino a danneggiare la parte centrale della visione e, nei casi più avanzati, porta alla cecità. A causa dell’assenza di segnali che – a eccezione della forma acuta – caratterizzano l’insorgere e la progressione della malattia, il glaucoma è definito “ladro silenzioso della vista”: quando infatti è possibile notare difficoltà nella visione a lato, in basso o in alto, il danno subìto dal nervo ottico è infatti ormai già esteso.