26enne deceduto in USA. Non poteva permettersi l’insulina

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Il giovane Alec Smith-Holt, ragazzo americano malato di diabete di tipo 1 è deceduto, secondo quanto riferito dalla madre all’emittente americana CBS, perché non riusciva a coprire il costo delle dosi di insulina essenziali alla propria sopravvivenza.

“Sfortunatamente, eventi tragici come questi costituiscono l’epilogo di un sistema sanitario, quale quello degli Stati Uniti, in cui l’accesso alle cure e ai farmaci non è garantito e dove i membri più vulnerabili della società sono indebitamente penalizzati”, commenta Luigi Meneghini, professore presso lo UT Southwestern Medical Center a Dallas. “Ci sono in America enti di salute pubblica che possono fornire risorse, accesso alle cure, orientamento e informazioni preziose ai pazienti per ricevere assistenza di elevata qualità. I prezzi delle formulazioni insuliniche più recenti, quelle in uso in Italia, negli States sono quasi triplicati negli ultimi dieci anni. Nonostante esistano ‘vecchie’ preparazioni insuliniche, oggi quasi scomparse nei Paesi europei, distribuite in alcune catene di farmacie il cui costo è di poche decine di dollari, per molti l’obiettivo di sostenere i costi di tali terapie può essere irraggiungibile. Fino a quando le Istituzioni e la collettività negli Stati Uniti non riusciranno a fare propria la convinzione che l’accesso alle cure mediche dovrebbe essere un diritto e non un privilegio, e finché non verranno messe in pratica azioni per risanare la disparità che esiste nell’erogazione dell’assistenza sanitaria, continueremo in America a leggere sui quotidiani storie strazianti come quelle di Alec.”

“Tragiche notizie come questa ci obbligano a riflettere sul ruolo prezioso e irrinunciabile del nostro Servizio Sanitario Nazionale, universalistico e solidarista e che garantisce la gratuità dell’accesso ai farmaci soprattutto, come in questo caso, ai farmaci salvavita”, dichiara Domenico Mannino, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi. “La sua vicenda non è un caso isolato, negli Stati Uniti, infatti, sono molti i malati costretti a rinunciare alle cure a causa di spese che non possono permettersi; per le più recenti formulazioni di insulina, ad esempio, il costo nell’ultimo decennio è quasi triplicato.”

“Oggi, in Italia, un paziente che riceve la diagnosi di diabete, sia di tipo 1 sia di tipo 2, rivolgendosi alla rete di servizi di diabetologia presenti su tutto il territorio nazionale, può contare sulle cure del miglior livello”, aggiunge Paolo Di Bartolo, Vicepresidente AMD. “Grazie alla qualità del Servizio Sanitario Nazionale in ambito diabetologico, il nostro Paese può sicuramente essere annoverato tra quelli più virtuosi nella cura di questa condizione che, se non trattata adeguatamente, può diventare una grave patologia.”